Attualità

Preservativi: stanno finendo a causa della pandemia

L’allarme dell’ONU: carenza di preservativi, la chiusura delle fabbriche non permette la produzione di nuovi stock.

A causa dell’epidemia di COVID-19, si sta delineando una carenza globale di preservativi. La causa è la chiusura delle fabbriche e lo stop alla produzione.

L’Onu lancia l’allarme per la carenza di preservativi

L’allarme proviene dal principale produttore mondiale di contraccettivi e l’Onu parla di conseguenze “devastanti”, soprattutto in riferimento alla mancata fornitura nei Paesi in via di sviluppo. Con conseguenza che tutti noi possiamo immaginare.

Certo, con i produttori in tutto il mondo che hanno difficoltà nel portare i preservativi sul mercato a causa di problemi di trasporto, l’offerta globale sta diminuendo. Nonostante ciò, ci sono tutti i presupposti per un’emergenza sulla carenza del prodotto.

Il magnate malesiano dei preservativi si esprime al riguardo:

La pandemia di Coronavirus colpisce quindi anche il settore dei profilattici, e non poco. La situazione non sembra delle migliori. Da una settimana, a causa delle norme riguardanti contenimento del contagio, il mercato s’è fermato. Le misure adottate in Malaysia hanno colpito il cuore del mercato. Perché è li che è sito il gigante del settore, Karex Bhd. L’aziena, che produce un quinto dei condom del mondo, ha tenuto chiusi i propri impianti. Si profila così, scrivono i media internazionali, una carenza globale che potrebbe essere preoccupante. Si parla già di un deficit di 100 milioni di profilattici, solitamente commercializzati a livello internazionale e forniti a servizi sanitari statali tra cui quello britannico o distribuiti da programmi di aiuto come il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione. 

Malasya e altri grandi produttori durante la diffusione del virus:

La Malaysia è il Paese più colpito del Sud-est asiatico: la situazione è infatti grave, con 2.161 casi26 morti. Date le circostante il lock-down rimarrà in vigore ancora per molto.

L’azienda dovrebbe riprende la produzione, ma con solo il 50% della sua forza lavoro. Citiamo l’amministratore delegato, Goh Miah Kiat, in un’intervista del Guardian:

“Ci vorrà del tempo per avviare le fabbriche e a metà capacità faremo fatica a tenere il passo con la domanda.Assisteremo a una carenza globale di preservativi ovunque, il che sarà spaventoso. La mia preoccupazione è che per molti programmi umanitari. In Africa, la carenza non sarà solo di due settimane o un mese. Questa carenza può durare mesi”. 

​Gli altri principali paesi produttori di preservativi sono la Cina, dove ha avuto origine il coronavirus e ha portato alla paralisi di diverse fabbriche, e India Thailandia, dove i contagi sono in aumento. Di diverso avviso Durex, che assicura i propri clienti sulla disponibilità dei suoi prodotti.

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Maria Paola Pizzonia

Studentessa di Sociologia Politica alla Sapienza di Roma e Fumettista per la Scuola Romana del Fumetto. Ha conseguito l'attestato di Scrittura alla Scuola di Narrativa e Saggistica Omero di Roma. Ha partecipato fino al 2016 agli Studi Pirandelliani di Agrigento. Ha lavorato con Live Social by Radio Capital. Assistente di redazione per Pagine Edizioni. Scrive anche per Chiasmo Magazine, Mangiatori di Cervello, Octonet. Redattrice di Metrò per Cinema, Attualità&Politica, Infonerd. Ha lavorato al progetto BRAVE GIRLS di cui si occupa attualmente.
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