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Il pacemaker compie 62 anni

Operazione pacemaker-photo credits: web
Operazione pacemaker-photo credits: web

Il primo paziente a sottoporsi ad un impianto di pacemaker risale a l’8 ottobre 1958. Questo dispositivo elettronico consente di individuare anomalie nel battito cardiaco come bradicardia o insufficienza cardiaca. Al suo interno il pacemaker presenta un generatore di impulsi elettrici che stimolano e riequilibrano il ritmo cardiaco. Questi impulsi nascono su base programmata dal dispositivo oppure stimolati dalla necessità sopravvenuta.

Esso è una delle invenzioni che più rivoluzionarie per il trattamento dei problemi cardiaci. Il prototipo fu sostituito con un altro poche ore dopo la prima operazione per dei problemi sopravvenuti. I limiti di questo primo apparecchio furono soprattutto le sue dimensioni considerevoli e la scarsa affidabilità tecnologica. Questo comportava la loro sostituzione periodica e il loro posizionamento nello stomaco dei pazienti.

Operazione pacemaker-photo credits: web
Pacemaker-photo credits: web

Con il passare del tempo i pacemaker hanno ridotto le loro dimensioni. Altro punto fondamentale è il loro impianto che avviene senza il ricorso ad una operazione a cuore aperto. Ma senza questo primo passo, avvenuto a Stoccolma, non sarebbe stato possibile salvare migliaia di vite. Rune Elmqvist fu l’ingegnere che progettò il dispositivo, mentre Ake Senning il chirurgo che si fece carico di questa prima operazione.

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