Una madre thailandese ha costretto la propria figlia minorenne a prostituirsi in un centro massaggi a Tokyo. La notizia agghiacciante, riportata da testa come Japan Times e Bangkok Post, riferiscono circa la stessa dinamica. La donna di 30 anni avrebbe sfruttato sessualmente la propria figlia per ottenere denaro facilmente.

Madre accusata di sfruttamento sessuale, la figlia adesso è al sicuro

La vicenda ha inizio a giugno del 2025, quando la madre decide di giungere in Giappone con la bambina avanzando il pretesto di una vacanza. Una volta a Tokyo, la madre abbandona la figlia in un centro massaggi mentendo anche sull’età della minore, come si legge su alcune testate. Quello che appare a tutti gli effetti come un incubo, sembra giungere a una conclusione a settembre. La bambina, infatti, riesce a fuggire dalla struttura recandosi all’Ufficio Immigrazione della capitale per chiedere aiuto. Congiuntamente, la madre sembrava completamente scomparsa dai radar.

Secondo le ricostruzioni, la donna era riuscita a spostarsi a Taiwan, luogo in cui è stata poi intercettata dalle autorità locali. A settembre, a causa delle accuse a suo carico, è stata estradata in Thailandia. Il Tribunale penale di Bangkok ieri ha emesso la sentenza definitiva di condanna. Anche la bambina, ormai al sicuro da sua madre, è ritornata in Thailandia lo scorso dicembre. Attualmente la minore si trova in una struttura protetta, affidata a un’organizzazione specializzata nel supporto e nella riabilitazione dei minori vittime di atrocità simili.

Pare che la donna abbia costretto la figlia a prostituirsi per saldare i propri debiti. Inizialmente la trentenne è stata condannata a scontare 15 anni di carcere. La pena definitiva si è conclusa con 7 anni e mezzo di carcere poiché ha confessato le proprie responsabilità durante il processo.

Stefania Cirillo