Cinema

“Quasi nemici – L’importante è avere sempre ragione”, Daniel Auteuil e l’arte della conquista stasera in tv

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“Le parole sono pietre”, scriveva Carlo Levi. Come se un sasso con tutta la sua durezza, potesse esser scagliato da una bocca che proferisce discorsi. Tutto ruota intorno l’arma più ingenua e potente a disposizione dell’uomo: la retorica. Il film stasera in tv “Quasi nemici – L’importante è avere sempre ragione“, ci insegnerà a calibrare questa baionetta, ad affilare questo coltello a serramanico. Attraverso delle piccole lezioni di eloquenza. “Giuro di dire la verità, anche se per farlo dovessi mentire”. Che il gioco delle parole abbia inizio.

Come Aristotele, Maestro di retorica, ciascuno nella vita avrà un proprio mentore sulla persuasione del linguaggio. Che sia un libro, o un’esperienza vissuta, non fa differenza. Il regista Yvan Attal ci prova con un film nel 2017. Neilah Salah (Camélia Jordana), è una giovane ragazza proveniente dai sobborghi parigini, che desidera diventare avvocato di prestigio. Incontrerà Pierre Mazard (Daniel Auteuil), un noto professore dai modi burberi, benestante e provocatore per eccellenza. Che le insegnerà la nobile arte della parola. Dai profondi meandri della mente, quali arguti stratagemmi adotterà il ‘sofista’? Perché, come diceva Goethe, “tutto è stato già detto, il difficile è dirlo ancora una volta“.

Quasi nemici, prendiamolo in parola

Un film per intenditori, stasera in tv: “Quasi nemici – L’importante è avere sempre ragione“. Ma che non debba spaventare. Un professorone in cattedra, dall’aria saputa, diventa leggero menestrello di parole che aprono altri mondi. “Avere ragione. Della verità chi se ne frega.” Sarà questa, la frase, a scatenare la scintilla d’interesse nella studentessa. Sempre più attratta ad apprendere i segreti della sicurezza di vincere, almeno a parole. “Si fiera di te stessa, voglio che la tua voce risuoni”. Il cattedratico la sa lunga. E quell’aria di sfida sempre aperta, quella baldanza di spirito nel continuo punzecchiarsi, sarebbe chiaro segno di un innamoramento tra i due. Qui non servirà esser maestri per comprenderlo.

La provocazione sembrerà esser la carta vincente, più che la parola. Si può ingannare l’ascoltatore ostentando sicurezza; ‘buttandola in caciara’, come si direbbe fuori dalle università. Questo vecchio trucco, è da ammaliatori. E chiunque può specializzarvisi. Che siano d’inchiostro, o affidate al vento, le parole possono superare la scarna enunciazione ‘morettiana’ “Faccio Cose Vedo Gente“. Azzeccagarbugli o Leopardi, a ciascuno il proprio Maestro.

Federica De Candia per MMI e Metropolitan Cinema. Seguici

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