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Raffaella Carrà, com’è morta: “La stessa malattia della madre”

Raffaella Carrà è venuta a mancare lo scorso anno, colpita da una brutta malattia. La conduttrice televisiva aveva 78 anni e da tempo lottava contro una terribile malattia. A causare la sua morte è stato un tumore ai polmoni. Era stato il sito Dagospia a confermare le cause della morte: “Prima di essere portata alla Clinica Villa del Rosario di Roma, dov’è morta, Raffaella Carrà era stata ricoverata anche al Policlinico Gemelli. La conduttrice era malata di tumore ai polmoni, e non voleva vedere nessuno, tranne i familiari, gli assistenti e le persone a lei più care, come Sergio Japino. A seguirla nella terapia era stato il professor Paolo Marchetti, uno degli oncologi romani più apprezzato”.

Raffaella Carrà e la malattia

Raffaella Carrà , fratello Renzo Pelloni - Photo credits: Il Quotidiano del sud

Raffaella Carrà ha tenuto nascosta la malattia fino all’ultimo, per questo la sua morte ha colto ancor più di sorpresa tutti, il suo pubblico, ma anche i colleghi. Raffaella Carrà è stata una fumatrice accanita tanto che in un’intervista aveva ammesso: “Ho un unico vizio: sono le sigarette, che facciano male ne frego. Del resto mio fratello non aveva mai fumato e in quattro mesi è morto di cancro ai polmoni”. Anche la madre di Raffaella Carrà, Iris Dellutri, era morta ad appena 64 anni per un tumore ai polmoni contro il quale lottava da tre mesi

Raffaella, come raccontato da Sergio Japino, suo compagno di vita per moltissimi anni, aveva “una volontà ferrea che fino all’ultimo non l’ha mai abbandonata, facendo sì che nulla trapelasse della sua profonda sofferenza. L’ennesimo gesto d’amore verso il suo pubblico e verso coloro che ne hanno condiviso l’affetto, affinché il suo personale calvario non avesse a turbare il luminoso ricordo di lei”. Che fosse arrivata la fine Raffaella Carrà lo aveva capito. Prima che la malattia se la portasse via aveva dato disposizioni sul suo funerale. “Raffaella ha chiesto una semplice bara di legno grezzo e un’urna per contenere le sue ceneri. Nell’ora più triste, sempre unica e inimitabile, come la sua travolgente risata. Ed è così che noi tutti vogliamo ricordarla”, ha scritto Sergio Japino.

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