La musica diventa più stimolante quando vive essenzialmente di contaminazione per creare nuove energie, arrivare ad un pubblico più vasto e far conoscere anche generi di nicchia. Raphael Gualazzi in bilico tra jazz e pop torna a Sanremo dopo quattro anni dalla pubblicazione dell’ultimo album (Love Life Peace 2016),  per presentare il suo singolo Carioca che celebra la gioia di vivere e crea una fusione tra atmosfere urban e cubane.

Raphael Gualazzi nasce come musicista Jazz ed è considerato tale all’estero, ma in Italia purtroppo tale genere viene scarsamente supportato. Si nutre della transitorietà dei concerti dal vivo e difficilmente passa in radio o in televisione.

La necessità di arrivare a un pubblico più ampio lo porta anche ad esplorare il mondo del pop vivendo

un eterno crossover che asseconda la mia mai appagata curiosità e mi porta a sperimentare. Perchè quello che può essere visto come un limite, alla fine diventa un’opportunità. Ed è incredibile vedere quali strade può prendere la musica”, afferma l’artista.

In questi quattro anni infatti Raphael Gualazzi ha sperimentato anche attraverso i viaggi, soprattutto in Giappone nutrendosi di nuove sonorità ed esperienze poichè il suo spiega:

“E’ un approccio poliforme alla musica, perchè non rinuncio alla tavolozza di colori che ho a disposizione. Ma senza mai tradire il Jazz.

Il frutto di questi quattro anni di ricerche confluisce nel disco di Raphael Gualazzi che uscirà il 7 febbraio con la Sugar dal titolo “Ho un piano”. Undici brani che racconteranno sia temi sociali e ambientali e canzoni che raccontano l’amore per la vita e per la musica. Si viaggia attraverso sonorità urban, pop, elettronica, soul, africana, vintage. L’artista affronta inoltre la chanson d’autore, il teatro-canzone, le atmosfere dal sapore rossiniano e omaggia Demetrio Stratos, George Gershwin, Serge Gainsbourg e Mina.

Di quest’ultima interpreterà insieme a Simona MolinariE se domani” durante la serata delle cover a Sanremo. Il 26 aprile da Senigallia partirà il tour nei teatri italiani.