Attualità

Rapporto Anac, oltre duemila imprese italiane interdette dall’antimafia, record per Torino

La criminalità organizzata nelle imprese è una piaga sociale da cui l’Italia non riesce ad uscire. Un preoccupante rapporto dell’Anac sul periodo 2014-2018 vede un incremento con oltre duemila imprese interdette dall’antimafia, dati allarmanti soprattutto per città di Torino.

Sono oltre duemila secondo l’Anac le imprese italiane interdette per mafia dal 2014 con un aumento del +370%, questi i dati delle informazioni contenute nel Casellario informatico delle imprese. Il 2017 e il 2018 gli anni peggiori, con rispettivamente 572 e 573 imprese interdette. Nel Nord il numero di imprese sottoposte a interdizione si è quasi quadruplicato (da 31 a 116) dove il primato peggiore lo conquista la città di Torino, preceduta, per l’appunto, solo dalle città del mezzogiorno.

Schema imprese italiane interdette dall'antimafia
Le imprese italiane interdette dal 2014 al 2018 – Photo Credit: Anac.it

A destare preoccupazione è quindi «l’incremento delle interdittive in contesti geografici diversi da quelli autoctoni delle mafie» Marco Razzetti, vicepresidente del Collegio Edili di Api, sulle infiltrazioni della mafia nelle imprese del territorio afferma:

«Le piccole e medie imprese vivono ormai da anni un momento di grave difficoltà economica. Gli scarsi investimenti, una burocrazia eccessiva e un sistema degli appalti al ribasso possono spingere gli imprenditori verso scelte sbagliate o in mani sbagliate. Ma la crisi del mercato non può e non deve essere una giustificazione all’illegalità diffusa. Soprattutto se questa illegalità si sposa con la criminalità organizzata. Per questo ben vengano i controlli».

La polizia durante un'operazione antimafia
Agenti di polizia – Photo Credit: Antimafia Duemila

E ammette insieme al presidente di Alpi Corrado Alberto che i dati sono sconcertanti e allarmanti sottolineando come l’aumento delle misure prefettizie corrisponda ad un buon funzionamento dei controlli, ma come allo stesso tempo non debba essere uno strumento di condanna senza appello per chi subisce, come i molti lavoratori impiegati in un’azienda.

Come affermato dal Presidente dell’Autorità Raffaele Cantone in occasione della Relazione annuale al Parlamento, numeri di tali dimensioni sono

“sintomatici un numero preoccupante, sintomatico di quanto le organizzazioni criminali stiano infiltrando l’economia legale”.

Continua a seguire l’attualità

Back to top button