Carver, maestro della narrativa breve, racconta li vita contemporanea senza esagerazioni.
Raymond Carver e l’arte dietro le sue short stories
Nato il 25 maggio nel 1938, Carver resta un indiscutibile punto di riferimento della letteratura americana.
Lontano dalla vita new yorkese, cresce in una famiglia dalle umili origini da una madre cameriera e un padre operaio.
Già a 19 anni era sposato e padre un figlio, divideva il suo tempo tra corsi di scrittura e lavori sempre diversi. Negli anni Cinquanta e Sessanta lascia il segno con i suoi racconti su riviste indipendenti o universitarie ma la svolta arriva nel 1967.
Quando parliamo di Carver, in parte parliamo soprattutto di Gordon Lish. Editor per la rivista Esquire, il rapporto tra Lish e Carver resta in bilico tra amore e odio fino alla morte dello scrittore.
Attraverso l’editing di Lish nacque Di cosa parliamo quando parliamo d’amore.
I racconti vennero ridotti, cambiato il titolo e, in alcuni casi, anche il finale. Carver divenne il padre del minimalismo senza neanche volerlo.
Ora non vorrei fare il melodrammatico, ma davvero ho appena fatto ritorno dai morti per rimettermi a scrivere dei racconti. E adesso ho una gran paura, una paura da morire, lo sento, che se il libro fosse pubblicato nella sua attuale forma revisionata, non riuscirei più a scrivere un altro racconto, Dio non voglia.
Scrisse Carver a Gordon Lish. Non venne mai ascoltato ma postumo alla sua morte, nel 2009, Di cosa parliamo quando parliamo d’amore viene ripubblicato nella sua versione originale sotto il nome di Principianti.
Racconti in cui non succede nulla e, invece, succede proprio tutto.
Non si conosce il prima, non si sa cosa succederà dopo, rimane quell’istante che la scrittura di Carver riesce a immortalare, quasi invitando il lettore a partecipare insieme ai personaggi.
Non c’è niente di più importante dei dettagli, la sospensione in un racconto è qualcosa di essenziale.
La grigia vita di tutti i giorni, la paura di morire, la noia, il bisogno di essere amati e tutti gli esistenzialismi dell’uomo comune.
Insomma, per chi ama la letteratura americana o i racconti, Carver è lo scrittore giusto. La medicina ideale contro la vita di tutti i giorni.
Resta sempre aggiornato sulle notizie del giorno con Metropolitan Magazine.
Serena Votano





