Formula 1

Recensione libro “33 Uomini per 70 Mondiali. Il lato umano dei Campioni del Mondo di Formula 1”

Il libro “33 Uomini per 70 Mondiali. Il lato umano dei Campioni del Mondo di Formula 1” è uno di quei libri che vale la pena aver letto, appassionato o no. Scritto da Enzo e Beatrice Frangione, padre e figlia, fin dalle prime righe si comprende non essere la classica biografia sui piloti di Formula 1; nelle 33 storie raccontate infatti c’è cuore, c’è passione ma soprattuto ci sono umiltà e umanità, aspetti spesso trascurati quando si parla di questi Campioni.

“33 Uomini per 70 Mondiali”: un libro scritto col cuore

Gli autori di questo libro sono Vincenzo, detto Enzo, e Beatrice Frangione, padre e figlia, entrambi noti autori nel mondo del motorsport, soprattutto della Formula 1. L’avventura legata a questa recensione parte da una semplice parola: umiltà. Sia Enzo che Beatrice infatti mostrano di esserne carichi, portando questo loro aspetto sulle pagine che ho avuto il piacere di leggere. Dietro a questo libro c’è innanzitutto un sogno da raggiungere insieme, con l’obiettivo di poter arrivare a tutti; non ci sono le pretese che hanno gli autori da “best seller” ma c’è una semplice realtà che a mio avviso lo rende tale.

33 uomini per 70 mondiali
Enzo e Beatrice Frangione – Photo Credit: Beatrice Frangione Facebook Account

L’idea iniziale era ovviamente quella di stampare il libro, ma il lockdown e altre situazioni particolari hanno bloccato la stampa; fino a che Beatrice ha deciso di fare questo grande regalo a papà Enzo, trasformando la carta in eBook (che potete acquistare a questo link). Poi il tempo e la pazienza hanno premiato il grande lavoro fatto, fino ad arrivare ad avere quelle pagine rilegate in un semplice ma efficace libro, pagine che da bianche sono diventate un piccolo sogno su carta.

Quando tra pilota e uomo non c’è differenza 

La caratteristica principale di questo testo è appunto il non ritrovarsi di fronte alle classiche biografie che, belle o no, raccontano sempre la stessa storia; gli autori invece, in questo caso hanno preferito umanizzare questi piloti, che normalmente ai nostri occhi sembrano più dei robot. 

Nel libro sono infatti raccontati episodi particolari che rendono unico ognuno dei 33 Campioni del Mondo che la F1 ha avuto in 70 anni. Da Nino Farina, il primo, a Lewis Hamilton, l’ultimo in ordine temporale a conquistare il titolo iridato; tra le righe non si percepisce il bisogno di enfatizzare le vittorie o le grandi imprese, ma quasi la pretesa, a mio avviso giusta, di far scoprire o riscoprire quella parte umana che spesso, forse sempre, viene trascurata.

33 uomini per 70 mondiali
Jochen Rindt – Photo Credit: F1 Official

Episodi di amicizia, di carattere o di comportamenti che quando vengono letti fanno scappare quel sorriso che ha un solo significato. “Lui è come me”. Capito? Un pilota di F1 può essere come noi, avere le stesse manie, gioie, tristezze, gli stessi comportamenti e perfino le stesse abitudini. Tra i tanti, che non sto ovviamente a raccontare, ci sono per esempio Ascari, scaramantico ad alti livelli, gli autostop di Graham Hill o Jim Clark che si mangiava le unghie.

Cosa aspettarsi da questo libro?

Non ci sono grandi termini tecnici o quei paroloni da fisico o ingegnere, è davvero un libro per tutti; tra un racconto e l’altro però c’è l’intelligenza di inserire innovazioni meccaniche o svolte storiche, giusto per dare un’idea anche a chi di Formula 1 se ne intende poco. Una particolarità è anche la mancanza di immagini, soprattutto in un libro che racconta episodi che per noi semplici lettori sono solo immagini. Una scelta curiosa presa dagli autori con un unico obiettivo, quello di “lasciare il massimo spazio all’immaginazione del lettore”.  

33 uomini per 70 mondiali
Ayrton Senna – Photo Credit: Senna Official Facebook Account

Insomma nel libro ci sono proprio tutti; dai Campioni del Mondo che tutti ricordiamo a quelli che avevamo chiuso in un cassetto. Ma soprattutto ci sono tutti gli uomini che forse non ci siamo mai presi il tempo di vedere veramente. Da quelli che possiamo avere avuto la fortuna di vivere, come Hamilton e Schumacher nel mio caso; a quelli che abbiamo sentito poco come Rindt, Hulme o Jones; passando da chi farà sempre brillare gli occhi come Lauda e Senna. Su Imola ’94, tra l’altro, ci sono pagine di frasi che trasformano un mondo come la F1 in un mare di emozioni, anche se la storia non la si conosce, anche se non è stata vissuta. 

In poche semplici parole, un libro da leggere, un libro da vivere e per il quale emozionarsi e lasciarsi trasportare nel passato più lontano o in quello più recente. Tanti racconti per i quali bisogna ringraziare per la semplicità, la chiarezza e la schiettezza con cui sono narrati; tante storie per cui alla fine ci si ritrova a pensare che in fondo tutti possiamo essere un po’ piloti e che i piloti, perché no, possono essere un po’ tutti. 

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Chiara Zambelli

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