Come tutto il cinema generalista americano, anche Reminders of Him è uno specchio. Un riflesso, un’immagine speculare di ciò che sono, ad oggi, gli Stati Uniti. Attraverso il velo della commedia romantica nata dalla penna di Coleen Hoover – qui anche sceneggiatrice, oltre che scrittrice del libro da cui è tratto -, Reminders of Him ci permette di riflettere ed interpretare il tipo di America che vediamo e che ci troviamo davanti. Da Casablanca e il sacrificio dell’individuo per il bene superiore della nazione, passando per il cambio nel paradigma uomo-donna post ’68 nel cinema di Woody Allen, fino al culto del fisico e del piacere Reaganiano di Dirty Dacing, il cinema d’amore ha sempre fatto da riflesso e riflessione sullo statuto americano e sullo stato di salute della nazione a stelle e strisce. E, Reminders of Him, per quanto paradossale sia, è un film politico. È un film che, nel tentativo maldestro di mostrarci una forma d’amore moderna e progressista, si incarta intorno a temi di forte stampo conservatore.
Vanessa Caswill, già regista di Love at First Sight (La probabilità statistica dell’amore a prima vista) per Netflix, confeziona un film che parte da un sunto anche interessante. Kenna (Maika Monroe), ex galeotta, ritorna nella sua città natale nel Wyoming del caldo torrido, dei motel da quattro soldi e dei sobborghi snob per riallacciare i rapporti con la sua bambina data alla luce prima di finire in prigione. Caso vuole, che in cella ci sia finita proprio per l’omicidio colposo del ragazzo nonché padre di sua figlia dopo un incidente stradale in cui lei era alla guida. La bambina è affidata ai nonni paterni che, ovviamente, non vogliono saperne nulla di quella che considerano l’assassina del figlio. In questa dinamica interviene Ledger (Tyriq Withers), migliore amico di Scotty (il ragazzo morto, interpretato da Rudy Pankow) che cresce la piccola Diem come se fosse una figlia. Sarà proprio il rapporto che si creerà tra Kenna e Ledger il veicolo per far riaccogliere la ragazza in famiglia.
Reminders of Him: senso

Quello che Reminders of Him fa meglio è, come detto, mostrarci cosa sia l’America di oggi. Un paese in recessione, conservatore e che si rifugia nei suoi luoghi del cuore e che più lo possano far sentire al sicuro. E allora ecco che il Wyoming diventa la casa di Reminders of Him, la storia d’amore è scritta nelle stelle fin dal primo minuto e nessuna forma di cambiamento è scrutabile all’orizzonte di un film che sa quello che deve fare dall’inizio alla fine. E non è un male, perché il suo ruolo di rom-com generalista funziona alla grande, con una colonna sonora che lavora sulla nostalgia, su pezzi catchy e dalla facile riconoscibilità. E lavora sui volti, altrettanto riconoscibili di Maika Monroe, dello statuario Tyriq Withers e della sempreverde Lauren Graham. Tutte facce che hanno un peso specifico più negli Stati Uniti che qui da noi, ma che comunque offrono una prova all’altezza e un volto da ricordare.
Particolare da notare è, appunto, la scelta di due attori che vengono da un’inizio carriera nell’horror. Tyriq Withers è uscito alla ribalta nel requel So cosa hai fatto del 2025, mentre Maika Monroe è arrivata sugli schermi cinematografici con l’horror It Follows del 2014 (oltre a qualche ruolo minore prima) seguito poi da diversi film dell’orrore: la commedia Malvagi, Watcher e Longlegs di Oz Perkins. Probabilmente, dopo esser diventata la scream queen più in voga dell’ultimo decennio, Monroe ha cercato una pellicola che la distaccasse completamente da quel mondo thriller e horror. E la scelta di un adattamento di un libro di Coleen Hoover è, da un punto di vista cinicamente di carriera, la scelta migliore: il pubblico è ampissimo e, azzeccando il ruolo, la riconoscibilità è assicurata. Dal punto di vista commerciale, quindi, Reminders of Him è un operazione con un senso (e forse più di uno): cavalca l’onda delle polemiche di It ends with Us sempre di stampo Hoover, inserisce nuovi volti nel genere rom-com e sviluppa il genere nelle vie conosciute dal pubblico più generalista.
Ho un sogno
Non ha la pretesa di porsi come atto rivoluzionario o come asincronia di genere. Reminders of Him è consapevole di ciò che è e non pretende di essere altro. E, in un cinema bulimico di pretenziosità e sfarzosità, è un pregio da non sottovalutare. E ha poi il grande, grandissimo pregio di mostrarci, esattamente, gli Stati Uniti contemporanei: quelli dove si viene riaccettati nella comunità solo se si produce, dove si vuole credere alla favola di un giocatore di NFL che apre un bar in una cittadina sperduta nel Wyoming invece di vivere una vita di paura e delirio. Dove un attraente e avvenente trentenne ha come unico sogno quello di fare il padre per la figlia del suo migliore amico e dove la famiglia bianchissima dei sobborghi ha come unica preoccupazione se prendere la prima o la seconda macchina per andare a fare la spesa. Una favola, un c’era una volta macchiato dall’onta di una morte accidentale e fortuita su cui si costruisce una narrazione di quasi due ore. Lo specchio per gli Stati Uniti che vorrebbero essere ma che, decisamente non sono.
Alessandro Libianchi





