Un letale virus creato in un laboratorio segreto. Ricerche illegali su armi batteriologiche. Un’avanzata intelligenza artificiale in totale controllo della sede della casa farmaceutica in questione. Queste sono le premesse del film Resident Evil.

Per la regia di Paul Anderson (conosciuto precedentemente per Mortal Kombat e Punto di non ritorno), questa pellicola del 2002 è solo la prima di una saga cinematografica che conta ad ora sei film live action e tre in computer grafica. Dalla durata di 100 minuti, Resident Evil apre le porte al trend del contagio sullo schermo cinematografico. Nel cast compaiono i nomi di James Purefoy, Eric Mabius, Colin Salmon e Jason Isaacs, ma sono Mila Jovovich e Michelle Rodriguez a spiccare ed essere qui consacrate come eroine badass.

Mila Jovovich e Michelle Rodriguez nel film Resident Evil (2002) - Photo Credits: web
Mila Jovovich e Michelle Rodriguez nel film Resident Evil (2002) – Photo Credits: web

Definito di genere misto tra l’azione, la fantascienza e l’horror, il film ha un’ambientazione claustrofobica causata non solo dalla location chiusa e sotterranea, ma anche dalla presenza degli zombie che circolano tra il gruppo di personaggi e le poche vie d’uscita. La tensione risulta palpabile nella prima metà, mentre nella seconda aumenta l’adrenalina parallelamente alla fuga e alla lotta contro gli infetti che pullulano nella struttura. La colonna sonora porta la firma di Marilyn Manson, famosa la traccia The Fight Song, e aiuta lo spettatore a calarsi nel dark mood della trama.

Non è un film eccessivamente pauroso, l’unico elemento forte horror è la trasformazione in zombie. Ci sono quelli classici che ricordano i non-morti di George Romero, che originariamente era il regista designato per portare sullo schermo questo progetto, ai quali si aggiungono quelli geneticamente modificati dal virus. Molto più spaventoso e ansiogeno è l’onnipresente occhio virtuale della Regina Rossa puntato su di loro.

Mila Jovovich in una scena del film Resident Evil (2002) - Photo Credits: web
Mila Jovovich in una scena del film Resident Evil (2002) – Photo Credits: web

Resident Evil: la trama

Ci troviamo a Raccoon City, una città immaginaria del Midwest statunitense, luogo della sede segreta dell’industria Umbrella Corporation. In seguito ad una fuoriuscita di materiale batteriologico dal laboratorio, l’intelligenza artificiale Regina Rossa sigilla la sede per evitare il diffondersi del virus. La protagonista Alice (Mila Jovovich) si sveglia in casa sua senza memoria quando un gruppo di paramilitari, incaricati di disattivare la Regina Rossa, irrompe nell’edificio. Il gruppo si avventura nell’alveare dell’industria farmaceutica ignaro che quel virus abbia mutato tutti in zombie. Da questo momento la missione si trasforma in una lotta per la sopravvivenza.

Il film si sviluppa in modo lineare con la presenza di alcuni flashback. Probabilmente è questo stratagemma che aiuta a far risultare la pellicola originale e non banale. Dal momento in cui la protagonista ci viene presentata la trama scorre cronologicamente in avanti, ma tramite il progressivo riacquisto della memoria di Alice è possibile ricostruire gli avvenimenti precedenti che hanno causato la fuga del virus.

Ispirato ad una serie di videogiochi

Tratto dall’omonimo videogame survival horror della casa nipponica Capcom, creato nel 1996, Resident Evil è conosciuto in Giappone come Biohazard. Il regista ne trasse ispirazione reinterpretando le vicende del gioco e arricchendo la trama con nuovi personaggi, compresa la protagonista Alice, restando però fedele alle creature e ai toni del videogame.

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