Dopo l’accordo raggiunto lo scorso marzo grazie alla mediazione della Cina, le due principali potenze musulmane sciite e sunnite in Medio Oriente si incontreranno oggi a Pechino nel tentativo di ristabilire le relazioni diplomatiche tra i rispettivi Paesi interrotte nel 2016.

Riad e Teheran: cosa è successo

Le relazioni tra i due Paesi si sono interrotte nel 2016, quando l’importante sceicco sciita Nimr Baqir al Nimr venne giustiziato in Arabia saudita e, per rappresaglia, l’ambasciata saudita a Teheran fu presa d’assalto. Ma da oltre venti anni, complice anche l’avversione tra sunniti e sciiti che spacca il mondo islamico, i due Paesi si sono scontrati a distanza soprattutto negli scenari di crisi e guerre in Libano, Siria e Yemen. Un altro motivo di scontro è poi il programma nucleare iraniano che da sempre preoccupa Riad al punto da avvicinarla a Israele.

Oggi, come diretta conseguenza dell’accordo raggiunto il mese scorso attraverso la mediazione cinese, i ministri degli Esteri sauditi, Faisal bin Farhan, e iraniano, Hossein Amirabdollahian, si incontrano a Pechino per intraprendere i primi passi che porteranno a risanare i legami tra i rispettivi Paesi dopo sette anni. Come riporta il quotidiano internazionale saudita Al Sharq al Awsat, i due ministri hanno deciso di incontrarsi in Cina “visto il ruolo positivo di Pechino nel facilitare la comunicazione tra i due Paesi e raggiungere l’accordo” che ha rilanciato le relazioni, dopo una chiusura durata oltre sette anni, tra Teheran e Riad.

Possibili conseguenze dell’accordo

L’accordo stabilito tra Arabia Saudita e Iran non solo ristabilisce le relazioni diplomatiche fra le capitali rivali del Golfo, ma è anche sintomo della volontà di Riad e Teheran di non voler giungere allo scontro diretto. E questo costituisce un’ottima notizia non soltanto per il Medio Oriente, ma per tutti gli attori globali, dipendenti dall’energia e dalle rotte marittimo-commerciali del Golfo, a partire dalla Cina stessa che ha svolto un ruolo decisivo nel mediare un’intesa tra le due potenze.

Non bisogna pensare che i governi saudita e iraniano smettano di essere rivali nella regione: la promessa su cui si basa l’intesa è la fine delle ingerenze reciproche. Ma i problemi che contrappongono Arabia Saudita e Iran sono ancora da discutere: la questione del nucleare iraniano, quella missilistica come pure il ruolo dei gruppi armati filo-Teheran nella regione. Dunque, l’accordo è un importante punto di partenza, non un punto d’arrivo.

Roberta Maria Di Giovangiulio

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