Cronaca

Ritrovato il corpo della giovane giornalista svedese Kim Wall: chi la ha uccisa?

Spinto dal vento e dal mare sulle coste vicine a Copenaghen, la polizia ha rinvenuto ieri il corpo della giovane freelence, mutilato e irriconoscibile, forse preda di uno spietato omicida. Che sia Peter Medsen ad averla uccisa, colui che Kim Wall era andata ad intervistare sul suo sottomarino autocostruito?

Dopo 13 giorni dalla sua scomparsa è stato trovato il corpo di Kim Wall, la giornalista 30enne svedese scomparsa l’11 agosto scorso.
Dopo esser salita sul sottomarino “NautilusUc3” per realizzare un’intervista al suo costruttore Peter Medsen, ingegnere aerospaziale di 46 anni che, dopo essersi dedicato a vari e particolari proggetti, negli ultimi anni ha speso energie e denaro per autocostruirsi un piccolo sottomarino con il quale immergersi nelle acque della Danimarca, lim Wall era sparita nel nulla.

La storia di Peter Medsen aveva subito attirato l’attenzione delle giovane giornalista freelence Kim Wall, forse incuriosita più che dal sottomarino dalle attività e dalla personalità del suo strano inventore.

Dopo non esser tornata a terra, la sera dell’11 Agosto, il fidanzato della giornalista aveva subito allertato la polizia che, poco tempo dopo, aveva scoperto che il piccolo sottomarino era affondato. E kim Wall? Dove era finita?
Peter Medsen aveva inizialmente affermato che dopo l’intervista, a causa di una piccola avaria al sommergibile, aveva lasciato la ragazza su un’isola vicina. Il racconto da subito non convinse gli inquirenti. Nel ritrattare i fatti, l’ingegnere aerospaziale aveva poi sostenuto che prima che il sommergibile affondasse, per cause ignote, la ragazza era morta e pertanto era stata gettata in mare.
Nemmeno tale ricostruzione aveva però convinto la polizia, sicura che dietro all’inabissamento del “NautilusUc3” ci fosse qualcos’altro, forse qualcosa da nascondere. Forse proprio la morte di Kim Wall.

I sospetti sembrerebbero trovare conferma proprio nel ritrovamento di un cadavere femminile arrivato su una spiaggia vicino a Copenaghen. Al corpo mancano testa, gambe e braccia, forse proprio perchè chi la ha uccisa ha voluto sezionarlo in quante più parti possibile per renderlo irriconoscibile. Addirittura sono stati rinvenuti dei fori all’altezza dei polmoni, probabilmente incisi da chi ha realizzato un tale scempio per far uscire tutta l’aria ed evitare che i resti potessero galleggiare. Per evitare una tale eventualità, inolte, al torso erano stati attaccati dei pezzi di metallo per poterlo fare affondare.

Insospettiti dal ritrovamento gli inquirenti, dopo l’esame del dna, hanno concluso che i resti sono proprio quelli di Kim Wall, la govane giornalista scomparsa qualche settimana fa.

Peter Medsen, già accusato di omicidio colposo dopo la scomparsa della giovane freelance, continua a negare qualsiasi coinvolgimento respingendo le accuse, che potrebbero addirittura trasformarsi in omicidio volontario.

Quello che resta avvolto nel mistero è perchè Kim Wall sia stata uccisa (da Medsen o da qualcun’altro).
Aveva forse scoperto qualcosa di segreto dopo esser salita sul sommergibile, che se divulgato avrebbe potuto creare problemi a Medsen o ad altri? O forse era andata lì intenzionalmente dopo aver avuto qualche sospetto, in cerca di conferme? O ancora, che si tratti di un omicidio a sfondo sessuale, avvenuto dopo che la giornalista non aveva ceduto alle richiesta di Medsen e, ormai in trappola, aveva tentato di fuggire?

Sarà mollto difficile arrivare alla soluzione di un caso che sembra più un film che un fatto reale. Gli inquirenti non dispongono di altro che del principale indiziato, Peter Medsen, in quanto tutti gli strumenti del reportage che la giornalista stava realizzando sono ormai andati persi, finiti in fondo al mare insieme al sottomarino.

Lorenzo Maria Lucarelli

 

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