Unfriended è un film del 2014 che cambia completamente il concetto di mockumentary e found footage: l’orrore, infatti, abbandona le camere a mano e si trasferisce su un MacBook Air. Internet diventa dunque la sola location del film, e le webcam dei protagonisti le uniche “macchine da presa”.
Un genere, questo, che prende sempre più piede nell’immaginario horror, se pensiamo a titoli come Paranormal Activity, ma che nel caso specifico di Unfriended ha ricevuto parecchie critiche positive, aprendo uno spiraglio verso una nuova concezione cinematografica.
Temi e tecnologie attualissime stanno alla base di Unfriended, che è entrato di diritto nei manuali di storia del cinema grazie alla forte componente innovativa con cui è realizzato. La regia, infatti, non si compone altro che di una lunga registrazione dello schermo di un computer. Per far sì che i personaggi interagissero tra loro, sono stati creati ad hoc degli account sui vari social network (alcuni dei quali sono ancora attivi), che sono gestiti dagli attori man mano che la sceneggiatura procede.
La scrittura si è dunque plasmata sul nuovo medium di internet, ormai quotidiano sia con i suoi pro che con i suoi contro. E lo spettatore non può far altro che assistere in silenzio e inerme agli eventi, proprio come i protagonisti… proprio come se fosse a sua volta un protagonista.
Chiara Cozzi
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Ph: primabergamo.it





