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Roam, missione nelle terre Arziane

Ecco un’altra piccola opera per il mondo ludico, nata dalle mani del noto Ryan Laukat (Above and Below, Near and Far). Questo titolo è consigliato per un gruppo da 2 a 4 giocatori e potrebbe durare 30-45 minuti circa.
Dopo il successo ottenuto dai titoli sopracitati, questa volta l’autore ci sfida con un gioco dai toni e tempi più leggeri; scopriamo insieme se resteremo affascinanti da Roam come per i suoi predecessori.
Ringraziamo tantissimo la DV Giochi per la copia omaggiataci!

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Scatola del gioco – Photocredit: magicmerchant

Roam – Ambientazione/Ispirazione

“Benvenuti nelle terre Arziane, culla di civiltà antiche, dimora di creature bizzarre, luogo di prodigi inspiegabili e di avventurieri valorosi. Da qualche tempo però, in questo territorio, si è diffuso uno strano morbo, a causa del quale tutte le vcreature hanno iniziato a vagare senza meta per centinaia di chilometri, in una marcia intrepida ma incoerente, per poi dedicarsi ad attività stravaganti. Tocca a te cercare questi avventurieri e svegliarli dal loro sonno ipnotico, assoldandoli man mano per aiutarti a ritrovarne ancora di più” – Regolamento del gioco

Per i seguaci delle avventure di tale mondo, quindi, non sarà una novità dover percorrere insieme queste terre sconosciute. Mentre per chi si affaccia inizialmente, Roam diventa un ottimo introduttivo dalle meccaniche semplici, senza perdere, però, quella caratteristica narrativa che può far innamorare della fantasia di Laukat.

Vagabondi e artefatti – Contenuto: con cosa giochiamo

La scatola quadrata, ricca di suggestive illustrazioni, racchiude pochi materiali ma di ottima fattura:

-43 Carte territorio/personaggio
-12 Carte iniziali
-24 Tessere artefatto
-96 Segnalini esplorazione in legno, suddivisi per 4 colori
-36 Token moneta di valore 1 e 5
-1 Carta avamposto
-4 Carte riassuntive

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Contenuto del gioco – Photocredit: justnerd

Roam – Gameplay

Poche regole ma tanta variabilità grazie alle differenze delle carie carte personaggio/ territorio ed agli artefatti.
Ad inizio partita, ogni giocatore avrà lo stesso numero e tipo di personaggi che gli permetterà di piazzare su uno dei territori un numero di cubetti del suo colore, pari a quanti raffigurati sulla carta che decide di utilizzare. Inoltre, vi è impressa anche la configurazione in cui dovrà riporli, rispettandone l’orientamento.
Dopodiché capovolgerà il personaggio a faccia in giù; farà così per tutti gli altri personaggi fin quando, ad inizio turno potrà rigirarli tutti all’insù se li avrà terminati.
Ci sono, per giunta, alcune regole da seguire per quanto riguarda il piazzamento come, ad esempio, il rientrare nei confini della mappa.
Attraverso il piazzamento sarà possibile acquisire delle monete con le quali si acquisteranno gli artefatti che aggiungeranno dei poteri speciali da utilizzare durante il proprio turno.

Le monete saranno utili anche al fine degli spareggi, tramite un’asta, e per poter rigirare anticipatamente tutti i propri personaggi pronti all’utilizzo.
Una volta riempita una carta territorio di cubetti giocatori, essa andrà assegnata a colui che ne avrà posti in maggioranza.
La partita chiamerà il suo ultimo turno, nel momento in cui un giocatore avrà raccolto almeno 10 personaggi.

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Dettaglio delle carte – Photocredit: tabletopfinder

Roam – Titoli di coda

Grazie a Dv Giochi per aver compiuto la scelta di incaricarsi le localizzazioni dei titoli di Ryan Laukat!
Roam, pur potendosi classificare come un peso leggero, raggiunge quel picco di strategia che a termine partita ti lascia con la voglia di intavolarlo nuovamente per poter testare nuove combo interessanti.
I materiali sono ottimi, le illustrazioni una certezza e la narrativa (tipica dei titoli dell’autore) resta presente con un velo decisamente ironico, pur se ridotta di molto.

Zaino in spalla e via verso le terre Arziane!

Have a good game!

Seguici su:

Emanuele Iuliano

Napoletano all'anagrafe ma viaggiatore di innumerevoli mondi grazie alla sua fantasia. I boardgames si annoverano fra le sue più grandi passioni, insieme a quella per la scrittura. Dall'unione di queste, nasce la voglia di entrare a far parte del team di Metropolitan Magazine Italia, in particolare tra i folli Unicorni di InfoNerd.
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