Robert F. Kennedy Jr. ha dichiarato, questa settimana, agli stati repubblicani che la FDA (Food and drug administration) avrebbe condotto una nuova revisione delle pillole abortive, una mossa che, secondo i sostenitori del diritto all’aborto, potrebbe portare a significative restrizioni sul metodo più comune di abortire a livello nazionale.
Secondo il Guttmacher Institute, un gruppo di ricerca specializzato in salute sessuale e riproduttiva, l’aborto farmacologico viene utilizzato in quasi due terzi dei casi ed è anche il metodo principale con cui si riescono a proseguire negli stati in cui è vietato, grazie alle visite di telemedicina e alle leggi “scudo”, che consentono ad alcuni operatori sanitari di altri stati di inviare pillole abortive, per posta, alle donne negli stati in cui vige il divieto senza timore di essere perseguiti penalmente.
Se l’accesso alla pillola venisse limitato, vietando l’accesso alla telemedicina o restringendo il periodo in cui le donne possono utilizzarla, si ridurrebbe notevolmente l’accesso all’aborto nell’America post-Roe contro Wade, dove almeno 16 stati hanno cessato quasi tutti servizi per poterlo fare.
Kennedy e il commissario della FDA Marty Makary, nella lettera ai 22 procuratori generali repubblicani che avevano richiesto alla Food and drug administration di esaminare la sicurezza del mifepristone, hanno affermato che la FDA avrebbe condotto “una propria revisione delle prove, compresi i risultati e le prove del mondo reale, relative alla sicurezza e all’efficacia del farmaco”.
“Le preoccupazioni da voi sollevate nella vostra lettera meritano un attento esame. Questa Amministrazione garantirà che la salute delle donne sia adeguatamente tutelata, indagando a fondo sulle circostanze in cui il mifepristone può essere somministrato in sicurezza”, hanno scritto Makary e Kennedy.
Kiki Freedman, co-fondatrice e CEO di Hey Jane, il più grande fornitore di servizi di aborto tramite telemedicina nel Paese, ha dichiarato mercoledì ad ABC News che la nuova revisione dell’HHS potrebbe “compromettere l’accesso a uno dei farmaci più studiati e ampiamente utilizzati nel Paese”. “La minaccia del segretario dell’HHS RFK Jr e del commissario della FDA Marty Makary di condurre una propria ‘revisione’ del mifepristone sottolinea l’inquietante crescita della scienza spazzatura e degli attacchi motivati politicamente nel plasmare le politiche sulla salute pubblica”, ha affermato Freedman.





