Cultura

Roberto Herlitzka e il suo De Rerum Natura

Venerdì 17 e sabato 18 novembre è andato in scena al Teatro Vittoria il De Rerum Natura secondo Roberto Herlitzka, che lo ha tradotto in terzine dantesche e lo ha letto. Siamo andati a vederlo, anzi ad ascoltarlo.

Ad accompagnare Herlitza sul palco c’era l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, diretta da Enrico Marocchini. Quattro sono stati i brani composti appositamente e ispirati ai versi di Lucrezio. Herlitza afferma in un’intervista: “Non conoscerò le musiche fino al giorno in cui andremo in scena.”, e si crea in scena un bel dialogo tra i versi e le musiche, che sono le seguenti:

Nouvelles errance composta da Ivan Vandor, Prima quell’ira di Lamberto Macchi, L’umano senso di Matteo D’amico, Le cose illuminan le cose di Enrico Marocchini.

Le sonorità ampie hanno aiutato molto un testo complesso che costringe lo spettatore a un continuo sforzo di comprensione. L’italiano è arcaico, Herlitzka fa poche pause per permettere allo spettatore di saltare da un significato all’altro, eppure la sua voce incanta, e i pochi gesti delle mani creano un livello si sensibilità che guida il pubblico in quella valanga di sensazioni che è il De Rerum Natura.

Lo spettacolo è una coproduzione di Romaeuropa Festival, Nuova Consonanza e Istituzione Sinfonica Abbruzzese, e conferma la volontà di Romaeuropa di riconoscere anche linguaggi datati, oltre a quelli nuovi e nuovissimi delle produzioni non convenzionali di cui si pregia. La lettura di Herlitzka infatti è un percorso che richiede grande concentrazione, e lui stesso in una introduzione al lavoro afferma rivolgendosi al pubblico: “Vi auguro un buon e coraggioso ascolto.”

 

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