Manca poco più di un mese all’arrivo dell’estate e, come da quindici anni a questa parte, all’inizio di Rock in Roma, il festival che porta nella capitale i grandi nomi della musica nazionale e internazionale. Il quindicesimo anniversario della manifestazione verrà celebrato attraverso ventuno concerti annunciati ad oggi (ma si attende ancora qualche sorpresa finale), per un totale di due mesi di live.
Anche quest’anno, gli eventi si svolgeranno nei due luoghi simbolo della kermesse, l’Ippodromo Capannelle e la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Questa mattina, in Campidoglio, si è tenuta la conferenza stampa della nuova edizione di un appuntamento diventato ormai imperdibile per i cittadini romani e non.
Rock in Roma 2025: le parole del sindaco Gualtieri

Presente alla conferenza anche il sindaco Roberto Gualtieri, che ha ribadito come, nelle edizioni precedenti, l’organizzazione fondata da Maxmiliano Bucci e Sergio Giuliano, i due direttori artistici di Rock in Roma, siano riusciti a portare nella capitale i big della musica, da Bruce Springsteen ai Deep Purple, fino ai nostri Måneskin. Il Comune di Roma si prepara a collaborare con il festival anche quest’anno, per rendere entrambe le venue accessibili, garantendo così la miglior esperienza possibile alle migliaia di spettatori.
«Quest’anno il programma è davvero straordinario», sono state le parole del primo cittadino, «L’Ippodromo delle Capannelle è un punto di riferimento fondamentale per la musica dal vivo e siamo felici di vederlo animato da artisti di rilievo internazionale. Inoltre, anche quest’anno il festival ospiterà anche l’evento del Pride, a conferma dell’anima inclusiva di questa rassegna».
La musica come strumento di aggregazione
Gli ha fatto eco l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale Alessandro Onorato, che sottolinea quanto, specialmente nella società odierna, ipertecnologica ma solitaria, la musica sia un momento di aggregazione e comunione irrinunciabile. «Durante la pandemia siamo stati costretti all’isolamento per salvaguardare la salute», ha ricordato, «e, ora che ne siamo fuori, tutti quanti, specialmente i più giovani, abbiamo bisogno di eventi come questi, da vivere insieme».
Anche per questo motivo, da tempo Bucci e Giuliano sperano di poter realizzare una sorta di spin-off di Rock da portare al di fuori del Circo Massimo, dell’Ippodromo e dell’Auditorium. La loro idea sarebbe spostarsi in tre realtà della periferia romana, Tor Bella Monaca, Corviale e Ostia, in modo da raggiungere quante più persone possibile.
Rock in Roma 2025: tutti i nomi in cartellone
Il festival è nato come celebrazione della rock music; negli ultimi tempi, tuttavia, gli organizzatori si sono aperti anche ad altri generi, cercando di soddisfare i gusti di tutti, in nome dello spirito “urban” della manifestazione. Anche in questa edizione, come si evince dal programma, ce n’è per tutti i gusti. Di seguito, il cartellone completo (per ora) di Rock in Roma 2025.
- 13 giugno – Voglio tornare negli anni ’90
- 14 giugno – Pride X
- 17 giugno – Fuckyourclique
- 18 giugno – Fontaines D.C.
- 19 giugno – Tananai
- 20 giugno – Mai dire Goku
- 21 giugno – Lucio Corsi
- 24 giugno – Finley
- 28 giugno – Teenage Dream
- 8 luglio – Willie Peyote
- 10 luglio – Nanowar of Steel
- 11 luglio – Tony Boy
- 13 luglio – Lazza
- 15 luglio – Ghali
- 16 luglio – The Black Keys
- 19 luglio – Sfera Ebbasta
- 19 luglio – Joe Bonamassa (Cavea, Auditorium Ennio Morricone)
- 20 luglio – Peso Pluma
- 22 luglio – Irama
- 24 luglio – Luchè
- 1 agosto – The Smashing Pumpkins
L’incognita Oasis e assenze che pesano
Rispondendo alle domande della stampa, Onorato ha scherzato circa la possibilità di portare a Roma i fratelli Gallagher, ora che gli Oasis si sono finalmente riuniti: «Lasciamo che facciano il loro tour in giro per il mondo. Se avranno voglia di scendere anche da noi, se ne riparlerà». Assenti, dunque, almeno per il momento, i signori del britpop. Assenti anche le donne, come qualcuno fa notare: fatta eccezione per Rose Villain, madrina del Pride, neanche un’artista femminile sarà parte di questa edizione della kermesse.
Una nota stonata in un cartellone vario e diversificato. I diretti interessati hanno spiegato: «Non ci interessa il sesso, il colore della pelle o l’orientamento sessuale. Noi facciamo la programmazione in base a quello che riteniamo più opportuno per il festival. Se sei un artista, per noi questo è più che sufficiente». A questo concetto, naturalmente, vanno aggiunte le difficoltà nell’incastrare tour, live e festival, cosa che, secondo gli organizzatori, ha portato alla mancanza di musiciste sul palcoscenico. Tutto possibile, certo, ma la sensazione -che lascia un po’ di amaro in bocca- è che sarebbe stato possibile e giusto fare qualcosa di più per dare alle numerosissime donne del panorma musicale nostrano ed estero la luce che meritano.
Federica Checchia
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