Arte e Intrattenimento

Rock Memories#15: THE SMITHS di Strangeways, Here We Come

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Rock Memories#15: THE SMITHS di Strangeways, Here We Come

Rock Memories è un modo di ricordare artisti di oggi e di ieri legati alla mia vita, una vita che ha una sola passione: quella per la musica ed il rock in particolare, strizzando un occhio ai vinili che fanno parte della mia collezione.
Condividere periodicamente con voi i miei ricordi sarà come creare insieme una colonna sonora: ognuno di noi ha giorni felici e meno felici che la musica, come per magia, può riportare alla mente e suscitare #emozioni evocare #volti e farci #sognare “
Pasquale Colosimo

Rock Memories#15: The Smiths, Strangeways here we come

Si sa: le mamme sono le depositarie delle tradizioni e della storia familiare.

Così anche mia madre: ogni volta che mi vede perso ad ascoltare un disco, mi racconta che mio padre da ragazzo aveva il famoso “mangiadischi”, una sorta di stereo portatile dei genitori della nostra generazione, dove si potevano ascoltare i vinili a 45 giri.

La sua narrazione continua immancabilmente con il fatto che mio padre stava sempre con questo mangiadischi ad ascoltare musica.

Ripensandoci ora, mi sa che questa passione per la musica in generale me l’ha trasmessa proprio lui, una sorta di impronta DNA ereditaria. Ed è una cosa strana perché quando era in vita non ne abbiamo mai parlato, e adesso che non c’è più, non passa un giorno senza che io ci pensi e lo pensi.

Non abbiamo avuto un buon rapporto io e mio padre. Non che fosse un burbero o un padre padrone, anzi il contrario: lui era la bontà in persona, ma non ci siamo mai capiti.

Come tutti gli adolescenti “difficili” davo a lui la colpa se le cose non andavano. Un periodo l’ho pure odiato ma poi, con il passare degli anni, maturando non solo fisicamente ma anche mentalmente, ho capito tante cose.

Ho capito perché lui non parlava, perché non mi dava consigli, perché non mi abbracciava. E come tutti i ragazzi ho capito che una parte della colpa era anche mia!

Perciò un giorno, guardandomi allo specchio, mi sono detto: “Basta Pasquale, così non vai da nessuna parte! bisogna fare qualcosa prima che la barca affondi, prima che il divario tra te e tuo padre diventi insanabile!”

E cosa ho fatto? Sono partito, lontano dal mio paesino, per lasciare alle spalle la panchina, le sere con gli amici, la vita ogni giorno sempre uguale e capire cosa volessi dalla vita.

Nuovi posti, nuove persone, nuove esperienze, nuove consapevolezze.

È stato difficile, molto difficile, ma sono saltato via da quella barca in tempo.

Al rientro ho abbracciato mio padre. Senza digli niente. L’ho abbracciato e questo è stato meraviglioso: il ponte tra noi era stato steso in qualche modo.

C’è una canzone che mi riporta indietro a quel giorno di 13 anni fa quando ho abbracciato mio padre:  è “Death Of A Disco Dancerdegli SMITHS.

Un testo amaro, sarcastico, sulla morte ma me ne innamorai al primo ascolto. Malinconico quanto basta, con la grande voce di Morrissey, e con il finale strumentale che dura quasi 3 minuti… meraviglioso: un viaggio!

Strangeways, Here We Come è l’album che contiene questa perla.

È il quarto ed ultimo album in studio della band inglese The Smiths, pubblicato il 28 settembre 1987, Il disco raggiunse la posizione numero 2 nella classifica inglese e la 55 in quella statunitense.

In una intervista Johnny Marr (che tra l’altro a novembre sarà in tour in Italia, unica data a Milano con il suo nuovo progetto è un singolo meraviglioso hi,hello) ha dichiarato che lui e Morrissey  sono convinti che sia l ‘album migliore.

In effetti contiene tracce meravigliose:

A Rush and a Push and the Land Is Ours, Girlfriend in a Coma, Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me.

Ogni volta che ascolto questo disco, lo ascolto sempre e solo in cuffia perché non voglio perdere neanche un attimo la stupenda sensazione che provo chiudendo gli occhi: rivedere mio padre e risentirlo tra le mie braccia.

Mi manca. Gli vorrei raccontare tante cose e recuperare il tempo perduto: fargli sapere quello che ho fatto in passato e, soprattutto, quello che sto facendo adesso, i miei progetti attuali e futuri, fargli vedere le foto di tutti gli artisti che sto fotografando, parlargli delle persone meravigliose che ho incontrato e, infine, dirgli che sono felice…

 

…ma questa è un’altra storia!

 

 

L’artista:

The Smiths sono stati un gruppo alternative rock britannico, formatosi a Manchester nel 1982.

La band, formata da Morrissey (voce), Johnny Marr (chitarra), Andy Rourke (basso) e Mike Joyce (batteria), raggiunta la popolarità negli anni ottanta, divenne ben presto una delle più importanti band alternative rock emerse nella scena indie del periodo

 

L’album:

A Rush and a Push and the Land Is Ours

I Started Something I Couldn’t Finish

Death of a Disco Dancer

Girlfriend in a Coma

Stop Me If You Think You’ve Heard This One Before

Last Night I Dreamt That Somebody Loved Me

Unhappy Birthday

Paint a Vulgar Picture

Death at One’s Elbow

I Won’t Share You

 

Tutte le canzoni scritte e prodotte da Morrissey/Marr.

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Pasquale Colosimo

Mi chiamo Pasquale Colosimo e sono nato il 27 ottobre del 1976 a Sersale, un piccolo paesino della Calabria Ionica. Ho frequentato un corso di specializzazione fotografica presso l’Istituto Europeo di Design (I.E.D.) di Roma, citta’ dove ormai risiedo dal 2011. Amo Robert Smith e i suoi Cure, colleziono vinili e vado in giro a fotografare concerti.
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