Rodolfo Laganà ha sposato la moglie e fotografa Gloria Fegiz nel 1992, con la quale ha avuto un figlio di nome Filippo arrivato due anni dopo.
Oggi l’attore sarà ospite a La Volta Buona, in onda a partire dalle 14.00 su Raiuno dove si racconterà tra carriera e vita privata alla conduttrice del talk, Caterina Balivo. Nato a Roma nel 1957 da madre abruzzese e padre calabrese inizia a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo nel laboratorio di esercitazioni sceniche di Gigi Proietti. Debutta sul grande schermo nel 1983 con il film di Lina Wertmuller, Scherzo Del Destino In Agguato Dietro L’Angolo Come Un Brigante Da Strada: due anni dopo arriva in tv con Sogni e Bisogni di Sergio Citti. Molto attivo anche a teatro dove calca il palco per la prima volta con Rinaldo In Campo di Garinei e Giovannini. La prima regia teatrale è del 1992 condivisa con Rocco Papaleo e Paola Tiziana Cruciani.
Rodolfo Laganà, la moglie

Nel corso della sua carriera ha lavorato tra i tanti anche con Carlo Vanzina, Sergio Corbucci e recentemente lo abbiamo visto nel film Romantiche esordio alla regia di Pilar Fogliati (2023). L’attore nel 2014 ha annunciato di soffrire da quattro anni di sclerosi multipla: la rivelazione è stata fatta durante un convegno dell’AISM. Nonostante l’aggravamento della malattia, rivelatasi ben presto aggressiva, egli prosegue la sua attività di attore.Riguardo la vita sentimentale Laganà ha sposato nel 1992 la fotografa Gloria Fegiz che lo rendeva padre di Filippo, anch’egli divenuto attore. Recentemente il giovane Laganà è stato protagonista del film Amici Per La Pelle ispirato all’esperienza vissuta in prima persona.
Ospite a Che Sarà aveva raccontato: “Durante un viaggio negli Stati Uniti, nel 2019, ho avvertito dei fortissimi dolori addominali. Pensavo a una indigestione, a un colpo di freddo: ma i dolori non passavano. Il responso dei medici è stato terribile: l’unica speranza di sopravvivere era un trapianto di fegato d’urgenza”. Che tipo di malattia era? “Una malattia genetica rara di cui non ero assolutamente a conoscenza. L’ho saputo in maniera un po’ brutale”. È avvenuto tutto in fretta, dopo… “Sì: in quattro giorni. Non ho avuto neanche il tempo di rendermi conto. Data la gravità del caso, mi hanno messo in testa alla lista delle persone in attesa di trapianto. Dovevano operarmi subito, e comunque i rischi erano altissimi. Mi hanno operato, ed eccomi qua”.
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