Roma, centrodestra scende col distanziamento in Piazza del Popolo

Roma, Piazza del Popolo- Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani (rispettivamente leader dei partiti Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia) stavolta si guardano dalle polemiche. La manifestazione del centrodestra deve avvenire ordinatamente e seguendo i protocolli di sicurezza per l’emergenza coronavirus. Tra riforma della giustizia e critiche al Governo Conte, si inoltrano in un comizio corale volto alla difesa degli italiani (e di Berlusconi).

Salvini: “Sedetevi, evitiamo polemiche”. Stavolta il centrodestra manifesta con ordine. Imminente la spallata a Conte, Tajani: “la via maestra è il voto”.

4280 le sedie disposte in Piazza del Popolo a Roma. Sono adeguatamente distanziate e su ognuna di esse è poggiato un tricolore. Questa volta, la manifestazione del centro destra si compone diversamente. Per concludere il capitolo del 2 giugno, quando il flash mob si è trasformato in un caos ingestibile, foriero di polemiche e critiche, Meloni, Salvini e Tajani optano per una situazione più ordinata.

Gli interessati hanno potuto sedere comodamente –sempre a distanza di sicurezza– verificando la propria temperatura corporea prima di entrare. Gli ingressi sono contingentati ed è forse per questo che le immagini mostrano una partecipazione relativamente scarsa (l’ingresso era consentito a invito o su accredito). Consigliato l’utilizzo della mascherina che, come ha precisato la leader di FdI, non deve diventare un “bavaglio”.

Il punto della situazione

È proprio su questa linea che si è mossa la manifestazione di questa mattina. I punti cruciali per rilanciare il centro destra sono chiari e i rappresentanti dei partiti li hanno voluti evidenziare con semplicità. In primis, la contestazione del governo Conte. Questa si esprime in un’evidente volontà di andare al voto, accompagnata da una severa critica alla gestione dell’emergenza coronavirus e della burocrazia troppo lenta.

Altro topic caldissimo, quello sulla figura di Berlusconi: ingiustamente accusato, appare vittima di sentenze scorrette e infamatorie, che ne rovinerebbero l’immagine. Il centrodestra su questo punto è più unito che mai: “Se non ci fosse stata quella ignobile sentenza firmata da chi prendeva ordine dall’alto, in Italia oggi ci sarebbe un governo di centrodestra”.

Infine, attenzione anche alle riforme: Salvini e Meloni polemizzano sull’istruzione, sulla questione degli immigrati clandestini e soprattutto sulla giustizia. Meloni in particolare: “C’è una parte della magistratura che si vuole sostituire alla politica […] serve una riforma della giustizia, basta”.

Centrodestra compatto: un comizio senza colori

Innanzitutto, questa non è stata una manifestazione di partiti. Sul palco, infatti, non sventola alcuna bandiera, per dimostrare ai cittadini che il tentativo di ribaltare l’attuale Governo non ha un colore. Lo dimostra lo slogan della stessa: “Insieme per l’Italia del Lavoro”. Tajani: “Forza Italia e tutto il centrodestra ha anteposto il tricolore alle proprie bandiere di partiti, l’Italia agli interessi di parte […] Noi abbiamo candidati unitari alle regionali, loro stanno ancora cercando un’intesa.”

Tuttavia, ogni partito ha disposto un gazebo informativo, dove gli interessati potevano saperne di più su determinati argomenti. Mentre FdI raccoglie firme per “elezioni subito” (proposta che sarà lanciata anche online, come scrive la Repubblica), la Lega spinge contro le cartelle esattoriali e il ritorno dei vitalizi.

Emblematica la figura di Antonio Tajani, rappresentante di Forza Italia, che soprattutto ultimamente sta riportando all’attenzione i processi contro Silvio Berlusconi, presidente e fondatore del partito. È stato proprio di Tajani l’onere di aprire la manifestazione: “dietro queste bandiere ci sono milioni di italiani che invocano libertà: sono anni che veniamo governati da chi non è eletto.”

Tajani: Salvini come Berlusconi

La raccolta firme per renderlo senatore a vita non è l’unico punto per cui Forza Italia si sta battendo. L’argomento più caldo sembra, appunto, quello delle sentenze ai danni di Berlusconi, “cacciato dal Senato da una plotone di esecuzione” (sempre Tajani).

Oltre alle sue, rilevano anche parole degli altri due leader, che non si sono trattenuti nel raccontare la figura dell’ex cavaliere. Salvini in particolare ne ha preso le difese: “eliminato in modo infame da dove gli italiani lo avevano messo”.

Dopotutto, il suo intervento a riguardo era inevitabile, considerando il commento tagliente del vice presidente di FI: “vogliono far passare a Salvini lo stesso che ha passato Berlusconi”. Sull’imminente processo per il caso Gregoretti, il leader della Lega si espone affermando che andrà in tribunale il 3 ottobre “a testa alta”.

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