Tutto il rugby è fermo a causa del Coronavirus. Partite rinviate e campionati sospesi. Come cambia la situazione e quali sono le possibili soluzione per il proseguo delle stagioni nelle migliori competizioni europee e non solo.

Rugby e coronavirus: partite rinviate, sospesi tutti i campionati

Dal 6 nazioni fino al Top 12, passando per il Pro 14 e la Premiership inglese, fino ad arrivare al Super Rugby. Tutti i maggiori campionati si sono dovuti fermare per prevenire l’avanzata del Corona Virus, insomma niente rugby per qualche altro fine settimana.

Le maggiori organizzazioni rugbystiche con le proprie federazioni in linea con le direttive degli organi ministeriali di competenza hanno preso queste scelte responsabili per tutelare la salute dei tifosi, dei giocatori e di tutte le persone addette che lavorano all’interno dello sport.

La prima è stata l’Italia, con la sospensione dei campionati, su tutti i livelli ed il rinvio delle partite di Benetton e Zebre nel campionato celtico. A seguire tutti gli altri campionati europei. Anche il Super Rugby ha deciso di sospendere, in via preventiva, il proprio campionato.

Adesso, anche se di certo non è la priorità, come sarà possibile recuperare le giornate in calendario e portare a termine le stagioni. Oppure si riusciranno a concludere i campionati in tempo e rispettando in modo regolare il programma previsto?

Non solo i campionati nazionali per club, di mezzo ci sono anche la Champions e la Challenge Cup con l’intero ultimo turno del 6 nazioni ancora da giocare.

Molti tifosi si stanno ponendo questa domanda, cercando di capire come si evolve la situazione e le organizzazioni stanno cercando di trovare possibili soluzioni che non danneggino ne i club ne i tifosi. Allora cerchiamo di fare un po di chiarezza e vedere i possibili scenari futuri.

Quando ricominciano i campionati?

Questo non è ancora certo saperlo. Ad esempio in Italia la data fissata dal Presidente del Consiglio per la ripresa delle attività è datata al giorno 3 aprile. Da valutare se l’emergenza Coronavirus per quella data sarà realmente rallentata e si potrà ricominciare anche con il rugby, oppure ci potrà essere ancora un altro slittamento per arginare con più forza questa pandemia.

In Inghilterra la federazione inglese in accordo con il governo ha deciso di fermarsi per 5 settimane. Nel Pro 14 dove sono impegnate le nostre due franchigie, Benetton e Zebre, insieme ad altre 12 squadre provenienti da 5 paesi, sotto la giurisdizione del comitato organizzativo si continua ad esaminare la situazione per la ripresa del campionato, cosi come per le coppe europee.

Rugby coronavirus
Il capitano della nazionale italiana Luca Bigi nella campagna rugby e coronavirus – credit: pagina ufficiale FIR

6 nazioni: possibile ripresa ad ottobre?

Il Torneo 6 nazioni dovrà aspettare ancora qualche mese per scoprire chi sarà il vincitore dell’edizione 2020. Rimandata infatti dall’organizzazione tutta l’ultima giornata e la partita valida per il quarto turno tra Irlanda e Italia. Ben quattro quindi le partite da recuperare.

Non è la prima volta che capita al torneo più antico d’Europa. Già era successo nel 2001 a causa di un’afta epizootica che ha colpito la Gran Bretagna. In quell’occasione il torneo fu ripreso nel mese di ottobre e, a vincere è stata l’Inghilterra.

La possibilità di recuperare anche stavolta nel mese di ottobre è molto probabile. L’ultimo turno si potrebbe giocare il 31 ottobre 2020. La settimana prima invece può essere recuperata anche la sfida tra Irlanda-Italia.

Ancora nessuna ufficialità dal comitato 6 nazioni che ha dichiarato comunque di voler portare a termine il torneo giocando tutte le partite restanti.

Peroni Top 12: cosa ci aspetta dopo la sosta

La situazione ancora non è facilmente decifrabile. Da recuperare nel massimo campionato italiano fino ad ora ci sono dalla tredicesima giornata (inizialmente calendarizzata per il 9 maggio), alla diciasettesima. Le ipotesi sono varie e ancora incerte, molte dipendono dalla certezza che il campionato riapra le proprie porte il 4 aprile, ipotesi abbastanza difficile.

Una delle ipotesi è quella di recuperare le giornate mancanti sfruttando delle date infrasettimanali, inoltre c’è la possibilità di utilizzare due week end liberi, quelli che vanno tra la fine della stagione regolare e l’inizio dei play off.

In caso di spostamento di altri turni si può pensare anche ad uno slittamento completo del programma. Cosi anche la finale prevista per il 30 maggio, potrà andare di scena solo nel mese di giugno.

Se la situazione non migliorerà, sono difficili prevedere altri scenari; si può pensare dalla sospensione definitiva del campionato 2019/20 oppure ancora un’altra ipotesi può essere quella di chiudere qui la stagione regolare e procedere con i Play Off e i Play Out in base all’attuale situazione attuale della classifica.

Ancora nessuna risposta e, comunicato da parte della Federazione Italiana Rugby che, sta osservando l’evolversi della situazione per prendere le adeguate decisioni. Anche perché le zone più colpite in Italia sono proprio quelle dove c’è maggior diffusione della pratica sportiva.

Guinness Pro 14 e coppe europee: una situazione complicata

In Europa la situazione è più complicata. Il primo motivo è legato al fatto che gli altri paesi europei hanno conosciuto l’emergenza legata al coronavirus dopo di noi ed è ancora in fase di espansione. Quindi non sapremo se riusciranno a contenere la pandemia in tempi brevi oppure si ritroveranno come l’Italia ma con la fase di recupero prevista verso la fine di aprile o addirittura maggio. Altro motivo è il fitto calendario che si contrappone tra le coppe europee e il campionato celtico.

Le coppe europee che sono giunte ai quarti di finale previsti nel fine settimana del 3 e 4 aprile, date preventivamente rinviate e da decidere ancora una futura ricalendarizzazione. Mentre il campionato celtico, ormai giunto nel pieno della stagione deve recuperare ancora due turni. Infatti il calendario prevede la ripresa del torneo il 10 aprile.

Dal 10 aprile fino alla chiusura della stagione regolare prevista per il 29 maggio non c’è un fine settimana libero per poter riprogrammare le partite sospese.

La finale del Guinness Pro 14 è inoltre prevista per sabato 20 giugno a Cardiff. Le ipotesi possono essere di continuare con il calendario regolare e recuperare le partite con due turni infrasettimanali, oppure posticipare anche la data della finale e far slittare tutto il calendario. La prima comunque abbastanza ardua, sopratutto per la presenza di due franchigie sudafricane nel campionato. Difficile pensare di affrontare una trasferta cosi lontana con tre giorni di distanza tra una partita all’altra. Sarebbe uno spostamento arduo per i club che dovranno affrontare le due squadre africane.

Rugby coronavirus saracens
I saracens festeggiano la vittoria della Champions Cup 2019 – credit: pagina ufficiale Saracens Rugby

Per la Rugby Europe, dopo il rinvio dei quarti di finale, l’unica soluzione possibile, per non intralciare i campionati europei, è di far slittare il proprio calendario. Cosi come le finali che sono in programma venerdì 22 e sabato 23 maggio a Marsiglia.

Sia Rugby Europe che Rugby Celtic DAC (organo che gestisce il Pro 14) hanno affermato che stanno lavorando con tutte le federazioni e con gli organi di competenza dei paesi interessati per trovare la miglior soluzione possibile per il rugby e osservare l’andamento del coronavirus.

Gli altri principali campionati

Anche la premiership inglese e il Top 14 francese come il Super Rugby nell’emisfero sud sono stati sospesi. Mentre in Inghilterra il campionato è stato fermato per cinque settimane, ancora aspettiamo le decisioni ufficiali della federazione francese. Per entrambi i campionati europei, si può pensare ad uno slittamento del campionato o a dei recuperi infrasettimanali.

Per il Super Rugby, chiuso in via preventiva, c’è ancora tempo per recuperare. La finale è prevista sabato 20 giugno. Il problema sorge solo se si dovranno recuperare più turni, con il rischio di spostare la data della finale. Da quella data all’inizio dell’Home Championship ci sono solo quaranta giorni e potrebbero esserci problemi di sovrapporre gli eventi.

Aggiornamenti in corso

Ancora nessuna ufficialità da nessun organo sul sicuro ricomincio dei campionati. D’altronde in palio non c’è solo il fattore partita ma anche problemi di sponsorizzazioni e diritti tv che girano intorno allo sport professionistico. Si sta studiando anche per non danneggiare tutto ciò.

Inoltre si sta valutando anche una soluzione per poter rimborsare i tifosi che già erano in possesso di un biglietto per le partite sospese.

Dobbiamo aspettare l’andamento del coronavirus e osservare se il rugby potrà finalmente ricominciare le sue attività.

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