Rugby e football, differenze e similitudini, un dibattito aperto da anni. Due sport che in comune hanno di essere una disciplina molto fisica. In questo articolo cercheremo di vedere a quale sforzo fisico sono sottoposti i giocatori di entrambe le discipline. Qual’è lo sport in cui c’è maggior bisogno di resistenza e quali sono i giocatori più veloci. Proveremo a dare alcune risposte grazie ad alcuni studi fatti dalla scienza.

Rugby vs Football

Due discipline che spesso sono collegate e addirittura confuse dai meno sportivi. La particolare forma ovale della palla, i placcaggi, i calci di punizione sono alcune caratteristiche che spesso ci portano ad accomunare questi due sport.

Le differenze però sono tante e a volte molto sottili. Nel rugby la palla si può passare solo indietro, nel football l’obbiettivo principale è quello di fare il più possibile lanci lunghi e precisi. Nel football si devono placcare i giocatori avversari per difendere il portatore di palla, nel rugby si deve placcare solo il portatore di palla al fine di riconquistare il possesso. La marcatura del punto, nello sport americano per eccezione eccezione si chiama Touch down, nel rugby semplicemente meta.

Quindi anche se sono molte le cose che accomunano questi due sport tante altre li differenziano. L’unico punto certo è che entrambi sono sport molto duri, in cui il contatto fisico è la parola d’ordine. Questo impegna i giocatori a subire enormi sforzi fisici.

Se andiamo a vedere la storia di questi due sport, hanno molto in comune. L’origine del football risale verso la fine del diciannovesimo secolo, quando negli Stati Uniti viene introdotto il rugby. Nel corso del tempo lo sport anglosassone è modificato, americanizzando la sua forma, fino a giungere a nuova disciplina. Un nuovo sport esploso di popolarità negli USA, fino a diventare il più seguito del paese a stelle e strisce.

Vogliamo però entrare nel dettaglio delle differenze fisiche e sul dibattito che da anni divide i tifosi e gli appassionati di questi due sport. Ovvero su quale sia lo sport più impegnativo e duro, inoltre quale dei due costringe il corpo degli atleti ad un enorme sforzo fisico.

Proviamo a dare alcune risposte riprendendo un articolo pubblicato sul “rugby warfare” e su alcuni dati statistici rilevati da alcune agenzie scientifiche. Ricerche che hanno affrontato questo discorso e cercato di dare le risposte a uno dei dilemmi sportivi più rilevanti e discussi sul pianeta.

Runnig Back o ala: Chi è il più veloce?

Difficile dire chi è il più veloce, sopratutto durante una partita, anche perchè a fare la differenza in questo caso è il vestiario. I giocatori di football americano indossano una vistosa divisa compresa di imbottiture e casco protettivo che li rende più pesanti di circa dieci chilogrammi.

Per questo è stato preso d’esempio Jarrid Hayne, giocatore della nazionale australiana di rugby a 13 che ha avuto anche un’esperienza in NFL con la maglia dei San Francisco 49.

La velocità massima registrata in NFL per un tratto di 40 yard (36,6 metri) è stata di 4,31 secondi, questo durante alcune esercitazioni nel 2016, quindi senza imbottiture. D’altra parte, Hayne ha corso la stessa distanza in 4,53 secondi, questo nel 2015 con i 49er.

Ad essere più veloci sono quindi i giocatori di football americano che riescono a raggiungere fino ai 22 miglia orari (36 chilometri orari) durante una partita.

Il record però appartiene a Carlin Isles, giocatore di rugby seven che ha cercato fortuna in NFL. Capace di percorrere i cento metri in 10.13 secondi. Con la maglia dei Detroit Lyons ha percorso 40 yard in soli 4.22 secondi, sempre in occasione di alcuni Workout. Qualcosa di impressionante.

rugby football
Carlin Isles, il giocatore più veloce del rugby – credit: bleachereport, photo by Stuart Palley

G-Force: qual’è il colpo più duro?

Uno dei dibattiti più accesi è quello sicuramente su chi riceve il colpo più duro tra questi due sport. Una discussione che non riguarda solamente il dato statistico o il vanto sportivo ma sopratutto quello salutare. Da tempo infatti si discute su come cercare i risolvere il problema dei colpi che i giocatori ricevono durante le partite e, che a volte può portare a gravi danni cerebrali.

Per dare una risposta viene usato un particolare calcolo denominato G-Force. Questo calcolo fa riferimento all’accelerazione di gravità, e che in condizioni normali sulla superficie terrestre è pari a 9,8 m/s.

I giocatori di rugby subiscono un placcaggio maggiore di 10 g, mentre quelli di football americano subiscono un placcaggio superiore a 25 g. La differenza sta però nell’imbottitura che protegge i giocatori di NFL, la quale attutisce i colpi. I giocatori di rugby subiscono il colpo in modo diretto senza alcuna protezione. Questo rende il giocatore di rugby a maggior resistenza fisica durante un contatto.

Media di placcaggi a partita

Sia i colpi subiti dal rugby che quelli dal football americano come abbiamo detto possono comportare danni gravi a livello cerebrale. Ma quanti contrasti subiscono di media a partita i giocatori dei due sport?

In media un giocatore di football americano durante una partita professionistica placca un avversario di media sette volte a partita. Un giocatore di rugby è in grado di mettere a segno dieci placcaggi di media a partita. Questo calcolo è stato effettuato tenendo in conto i contatti completi durante un match.

Chi è lo sportivo più resistente?

Per fare questo calcolo dobbiamo tenere conto non solo dei colpi in una partita o della velocità di un giocatore ma anche dei chilometri percorsi e dei minuti giocati.

In media, i giocatori del rugby union coprono circa 10 chilometri a partita, i giocatori di football americano corrono solo circa 3,2 chilometri a partita e giocano un effettivo di 11 minuti a partita, mentre i giocatori di rugby giocano per ben 80 minuti. Questo fa una grande differenza.

I giocatori di rugby corrono di più, colpiscono di più e devono rimanere vigili mentalmente per 80 minuti rispetto agli undici del football, con una differenza di sessantanove. Inoltre non hanno il lusso di essere in grado di fermare il gioco ad ogni azione, devono rialzarsi, rientrare in fila e continuare a correre e placcare.

È un gioco completamente diverso quando devi combinare forza, velocità, potenza e resistenza. Ecco perché i giocatori di rugby vincono a gran lunga di resistenza.

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Azione di placcaggio tra All Blacks e Sud Africa – credit: Stuff.co.nz

Queste sono solo alcune delle domande a cui abbiamo cercato di dare una risposta. Continueremo ad aggiornarvi e condividere altri dati interessanti sull’eterno conflitto tra questi due sport; il rugby e il football americano.

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