Riviviamo insieme alcuni momenti della World Rugby Cup dal 1987 ad oggi, aspettando le emozioni che saprà regalarci il prossimo torneo che ci dirà chi sarà ad alzare al cielo il trofeo più ambito, la Coppa William Webb Ellis.
Manca poco più di un anno all’ inizio della Rugby World Cup 2019 che avrà luogo in Giappone e, che vedrà la sua partita inaugurale il 20 settembre a Tokio tra la nazionale di casa contro la Russia, con la finalissima che si disputerà il 2 novembre 2019 a Yokohama.
Quella in Giappone sarà la nona edizione della coppa del mondo di rugby a 15 dal primo torneo disputato nel 1987. Da allora ogni 4 anni le migliori nazionali al mondo si sfidano per poter alzare al cielo la coppa dedicata a William Webb Ellis e fregiarsi del titolo di campioni del mondo. Per la prima volta il mondiale si disputa fuori dai classici confini delle nazioni principali della palla ovale.
L’Italia si trova inserita nel pool B con Nuova Zelanda, SudAfrica, Qualificata Africa1 e la vincente del ripescaggio. Le 2 squadre del girone italiano sono ancora da stabilire dopo la fine delle qualificazioni. La prima partita per gli azzurri sarà il 22 settembre contro Africa1 all’Hanazono Rugby stadium alle 14:15 locali, circa le 7 del mattino in Italia. Dopo il successo mediatico dell’ edizione 2015, la World Rugby punta ad aumentare il seguito per questa manifestazione che, vede sempre più appassionati e vuole avvicinarne altri. In Italia per questa edizione sarà difficile seguire le partite in diretta dato il fuso orario e, probabilmente saranno trasmesse da Sky anche se non è ancora ufficiale. Probabilmente anche Discovery potrebbe acquisire le partite del mondiale per l’ Italia e trasmetterle in chiaro su DMax.
Il torneo vedrà la partecipazione delle migliori 20 squadre al mondo che saranno divise in quattro gironi da 5 squadre.
Il pallone ufficiale sarà il “concept ball” della Gilbert con il nuovo logo della World Rugby Cup e loghi ornamentali che richiamano alla tradizione nipponica.
Dalla sua fondazione nel 1987 ad aver conquistato il maggior numero di titoli è stata la Nuova Zelanda con 3 vittorie (1987, 2011, 2015) seguono Australia (1991, 1999) e Sud Africa (1995, 2007) con 2 titoli. L’ unica nazione dell’ emisfero nord a vincere è stata l’ Inghilterra con il suo primo e unico titolo conquistato nel 2003.
L’ Italia dal 1987 ha sempre partecipato a tutte le edizioni dei mondiali senza però mai riuscire a superare la fase a gironi.
Prima del 1987 non esisteva alcun torneo che riuniva le squadre più forti al mondo, i tornei più importanti era il 5 nazioni giocato dalle squadre dell’ emisfero nord. Le sfide internazionali erano più che altro dei tour che le nazionali facevano sfidando altre nazionali. Oltre a questo erano presenti tornei meno quotati come la coppa FIRA e, che riguardava determinate aree geografiche con la partecipazioni di squadre di minor livello. Il primo ad ideare una competizione di livello internazionale fù Harold Tolhurst, giocatore ed arbitro australiano, ma la sua proposta non fu mai presa in considerazione con la paura di portare il movimento rugbystico verso un esasperato professionismo. Il primo a dare un’ accelerata al progetto è stato Rupert Murdoch, che, aveva l’intenzione di creare l’organizzazione di un circuito rugbystico fuori dall’ orbita dell’ allora IRB e, in tale circuito si prevedeva un torneo internazionale. A questo punto l’ IRB decise di anticipare il progetto di Murdoch e, con l’ aiuto delle federazioni australiana e neozelandese decisero di proporre una coppa del mondo. Inizialmente non tutte le federazioni furono subito favorevoli ma, alla fine nel 1985 fu ufficializzata l’ istituzione della coppa del mondo di rugby a 15 e, messa in calendario per il 1987. L’ organizzazione della prima edizione fu affidata cosi alle due nazioni promotrici del progetto, Australia e Nuova Zelanda, che in soli 22 mesi dovettero impegnarsi per organizzare un torneo internazionale e, renderlo un successo per far si che il progetto proposto ebbe seguito mediatico.
Cosi il 22 maggio 1987 ad Auckland si giocò la prima partita di un mondiale tra Nuova Zelanda ed Italia con il risultato finale di 70-6 per gli All Blacks. Il primo torneo vedeva la partecipazione di 16 squadre divise in 4 gruppi. Dall’ edizione del 1999 si è passati da 16 a 20 squadre.
Dal 1987, anno della sua prima edizione il Rugby World Cup ha saputo regalarci molte emozioni, tra cui la finale del 1995 tra Sudafrica e Nuova Zelanda di cui già ne abbiamo parlato con la questione dell’apartheid e l’ abbraccio tra Mandela e Pieenar, fino al drop goal di Wilkinson nel 2003 a 20 secondi dalla fine dell’ extratime dopo una partita equilibratissima finita 17-17 ai tempi regolamentari contro l’ Australia, che ha regalato il primo mondiale agli inglesi proprio in casa dei Wallabies.
Le nazionali che sono arrivate più volte in finale sono state Nuova Zelanda e Australia, arrivate all’ atto finale per quattro volte, segue la Francia con tre volte. Il Sudafrica è arrivata solo 2 volte in finale senza mai essere battuta, non ha però giocato le prime due edizioni dei mondiali essendo stata esclusa dalle gare internazionali in base alle leggi di segregazione razziale dell’ apartheid.
Il maggior numero di mete messe a segno in un torneo sono rispettivamente di Habana e Lomu, ovvero 8, che sono anche i due giocatori ad aver messo a segno più mete nei mondiali, rispettivamente 15 a testa. Nonostante ciò il neozelandese non è mai riuscito ad alzare una coppa del mondo, arrivando una sola volta in finale nel 1995 contro il Sudafrica. Habana invece ha vinto il mondiale con i Springboks nel 2007. Piu punti in un torneo invece sono stati effettuati da Grant Fox, campione del mondo con la Nuova Zelanda nel 1987, realizzandone 126. La maggior parte di apparizioni vincenti nella fase finale del torneo appartiene a Richie McCaw e Keven Mealamu che, hanno conquistato 2 coppe del mondo, nel 2011 e 2015 ed un terzo posto nel 2003. il giocatore più anziano a vincere una coppa del mondo è stato Brad Thorn a 36 anni e 262 giorni con la Nuova Zelanda nel 2011. Il più giovane invece è stato Francois Steyn, sudafricano che a 20 anni e 43 giorni è riuscito a vincere il mondiale in casa.
Ricapitoliamo le edizioni che si sono disputate fino ad ora:
1987 – Paesi ospitanti: Australia-Nuova Zelanda Campione: Nuova Zelanda
1991 – Paesi ospitanti: Inghilterra, Regno Unito, Irlanda, Francia Campione: Australia
1995 – Paese ospitante: Sudafrica Campione: Sudafrica
1999 – Paesi ospitanti: Galles, Regno Unito, Irlanda, Francia Campione: Australia
2003 – Paese ospitante: Australia Campione: Inghilterra
2007 – Paesi ospitanti: Francia Campione: Sudafrica
2011 – Paese ospitante: Nuova Zelanda Campione: Nuova Zelanda
2015 – Paese ospitante: Inghilterra Campione: Nuova Zelanda
Alcuni momenti e dati della Rugby World Cup aspettando le emozioni che la prossima edizione ci regalerà. D’altronde il mondiale è sempre il momento più alto ed emozionante che uno sport può regalarci.





