Sabrina Carpenter ha risposto alle critiche ricevute online riguardo alla sua reazione a un urlo particolare, proveniente dal pubblico durante la sua esibizione al Coachella di venerdì sera. La popstar non sapeva si trattasse del suono vocale vibrante noto come Zaghrouta, un canto comune a diverse culture che ha lo scopo di onorare e celebrare. Alcuni ricorderanno che Shakira si espresse in questo modo durante la sua esibizione all’intervallo del Super Bowl del 2020. La cantante, che è per metà colombiana e per metà libanese, ha voluto così rendere omaggio alle sue radici mediorientali.
La Zaghrouta è spesso usata dalle donne in Medio Oriente e Nord Africa per esprimere gioia e, come spiegato dalla risorsa educativa Arab America, “si può descrivere in italiano come ‘ululato’. È una forma di suono vocale lungo, tremolante e acuto che rappresenta i trilli di gioia. Si produce emettendo una voce forte e acuta accompagnata da un rapido movimento avanti e indietro della lingua”.
Le scuse di Sabrina Carpenter
La diretta streaming del Coachella e alcuni video che circolano su internet mostrano Sabrina seduta al pianoforte con un’espressione confusa sul volto dopo aver sentito il suono, e commentare: «Non mi piace». Quando qualcuno tra il pubblico le risponde a gran voce: «È la mia cultura!», e lei replica: «Questa è la tua cultura, lo yodel? Siamo al Burning Man? Cosa sta succedendo? È strano».
Sabato, Carpenter ha dato seguito ai commenti fatti sul palco. “Mi scuso, non ho visto questa persona con i miei occhi e non ho sentito bene”, ha scritto in risposta a un post su X che accusava l’artista di aver reagito in modo “insensibile e islamofobo”. La popstar ha continuato: “La mia reazione è stata di pura confusione, sarcasmo e nessuna cattiva intenzione”. “Avrei potuto gestirla meglio!”, ha concluso. “Ora so cos’è una Zaghrouta! Da ora in poi accetto volentieri applausi e yodel”.





