Economia

Saipem: il big italiano dell’energia vende una nave FPSO alla BW Energy

Firmato recentemente l’accordo tra Saipem S.p.A., fondata da Enrico Mattei e oggi amministrata dal CEO Francesco Caio, e BW Energy, big brasiliano del gas naturale e del petrolio, in merito alla cessione di un’unità galleggiante di stoccaggio di idrocarburi. La vendita, secondo il Memorandum of Agreement siglato tra le società, è collegata all’acquisizione completa, da parte di BW Energy, dei diritti di estrazione nel giacimento di Golfinho appartenuti precedente a Petrobras, altro colosso energetico brasiliano. La nave è la “Cidade de Vitoria”, in grado di produrre fino a 100.000 barili di petrolio e quasi quattro milioni di metri cubi di gas al giorno, è stata ceduta per la somma di 73 milioni di dollari.

Saipem vende l’FPSO “Cidade de Vitoria” a BW Energy: 73 milioni per l’acquisto dell’unità di produzione, stoccaggio e scarico

La “Cidade de Vitoria”, Unità Galleggiante di Produzione, Stoccaggio e Scarico, venduta da Saipem a BW Energy. – Ph. Credits MarineTraffic.com

L’FPSO, Unità Galleggiante di Produzione, Stoccaggio e Scarico, è una nave utilizzata per l’estrazione di idrocarburi offshore. Infinitamente meno costosa delle piattaforme petrolifere, consente una maggiore velocità di stoccaggio e conseguentemente di consegna del prodotto. Ma non è solo per questo che la vendita dell’asset navale da parte della Saipem può interessarci: l’immediata utilità dell’FPSO venduta a BW Energy ha consentito una ricaduta positiva sul mercato azionario italiano. Arriva oggi infatti l’aumento di capitale del colosso energetico di ben 2 miliardi di euro. Le azioni dell’S. p. A. hanno tuttavia subito un pesante crollo all’inizio di febbraio, passando dai circa 90 euro ai 60 euro, portandosi oggi sui 25 euro circa.

Una mossa che vuole significare un degno ritorno sui mercati della società di Francesco Caio, che tramite l’aumento di capitale insegue il ritorno ai valori di gennaio delle azioni del big energetico. Va però aggiunto che al momento le azioni Saipem hanno perso rispetto a ieri 21 punti percentuale. Il petrolio, inoltre, è in calo su scala globale, forse anche in vista del G7, in cui si parlerà, tra le altre questioni, anche di ambiente e questione energetica. A ciò si aggiunge che il pagamento dei 73 milioni di dollari sarà rateizzato in 18 mesi, consentendo comunque una ripresa sul lungo termine. Non saranno però le fluttuazioni di mercato a decidera la sorte dell’S. p. A., quanto le decisioni politiche globali sulla sempre più pressante questione energetica.

Alberto Alessi

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