Arte e Intrattenimento

Sala Santa Rita, la rinascita culturale di Roma

Realizzata intorno al 1653 Sala Santa Rita nacque su progetto dall’architetto Carlo Fontana. L’architetto per la sua facciata studiò particolari accorgimenti prospettici per una percezione diagonale anziché frontale. La dedicazione a Santa Rita, suora agostiniana di Cascia morta nel 1447, si deve alla diffusione del suo culto a Roma dopo la beatificazione avvenuta nel 1627. Smontata nel 1928 per far posto alla nascita del Vittoriano solo nel 1937-40 , la chiesa trovò posto nello spazio attuale. Tutto questo dopo la sistemazione e “liberazione” del Teatro di Marcello (dal 1926 in poi) e la distruzione della piazza Montanara.

L’esterno del complesso religioso venne, dopo la ricostruzione, totalmente restaurato durante l’Anno Santo del 1950. Nel 1952 l’edificio fu affidato alla congregazione della “Piccola Opera della Divina Provvidenza” fondata da Don Orione. Infine, nel 1990, il complesso è tornato a disposizione del Comune di Roma, utilizzato per mostre ed eventi culturali fino alla chiusura nel 2001 per opere di restauro. Dal 1999 a metà 2003 il complesso monumentale dell’ex Chiesa di Santa Rita è stato oggetto di lavori di manutenzione. Dal 2004 la Sala è un suggestivo spazio polifunzionale dedicato all’arte contemporanea. Da allora ospita mostre site specifiche, in cui gli artisti dialogano con la seducente architettura di Carlo Fontana. Tutto questo da vita a progetti che ne valorizzano l’originale struttura, ma anche installazioni sonore, performance, concerti, dibattiti sull’arte e la cultura in generale.

Sala Santa Rita: la storia e la rinascita

Nella foto La Chiesa di Santa Rita Da Cascia in Campitelli photo credit: wikimapia.org
Nella foto La Chiesa di Santa Rita Da Cascia in Campitelli photo credit: wikimapia.org

A 20 mesi dall’ultima esposizione, la struttura riapre al pubblico. Presenta un programma innovativo e continuativo che prende il via da luglio a dicembre 2021, con una serie di interventi di arte contemporanea scelti attraverso apposito bando. Le linee di programmazione seguono i criteri della qualità artistica e culturale. Particolare attenzione è dedicata ai giovani talenti, alla funzionalità e alla valorizzazione dello spazio stesso. Il progetto fortemente voluto dall’Assessora alla crescita Culturale Lorenza Fruci è affidato nell’ambito del contratto di servizio dal Dipartimento Attività Culturali di Roma Capitale all’Azienda Speciale Palaexpo.

Il Bando, è nato dall’idea di mettere a disposizione della Città uno spazio “aperto” nel quale sperimentare la convivenza dei molteplici fattori, diversi per natura. Questi rendono Roma il luogo fertile della cultura contemporanea. È a questo fine, infatti, che il Bando ha preso in considerazione e valutato progetti espositivi basati su opere d’arte di ogni genere. Senza preclusioni ha invitato a partecipare promotori artistici, critici d’arte e curatori, galleristi, comunità creative e associazioni, operatori culturali, sia pubblici che privati.

Il progetto e il programma espositivo

Nella foto un'istallazione artistica all'interno della Sala Santa Rita opera di Gyula Várnai e Quiet Ensemble - INSIDEART photo credit: insideart.eu
Nella foto un’istallazione artistica all’interno della Sala Santa Rita opera di Gyula Várnai e Quiet Ensemble – INSIDEART photo credit: insideart.eu

La selezione delle opere ospitate è stata frutto di un lungo percorso e che svela l’attenzione su tanti temi legati all’attualità come ad esempio l’impatto ambientale, l’impatto della pandemia sul genere umano in relazione all’arte. Ma non solo. Ancora verrà sottolineata l’importanza della memoria. La Sala Santa Rita torna così ad essere uno spazio restituito alla città con un nuovo progetto tutto dedicato alla cultura contemporanea.

Qui si alterneranno in successione i 12 progetti vincitori. Ogni artista avrà la possibilità di esporre la propria opera per 15 giorni, nei quali è compreso il tempo di istallazione e smontaggio. Un tessuto di artisti che interpretano le opere in continua relazione con lo spazio e il tempo, con ‘architettura della chiesa e la sperimentazione tra i vari linguaggi. Un luogo di grande suggestione da restituire a Roma città eterna, ma in continuo fermento culturale.

di Loretta Meloni

Immagine di copertina (Sala Santa Rita) photo credit: 900letterario.it

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