Salvatore Striano raccoglie applausi all’OFF/OFF Theatre

La storia è quella di un criminale come tanti? Nossignore. La storia di Sasà è una storia molto diversa. E’ quella di un sovversivo, un eterno lottatore che non è mai domo e scalcia per ritagliarsi un posto nel proprio mondo. Sasà, al secolo e per i secondini Salvatore Striano, non voleva padroni neanche e soprattutto per strada. Cresceva da scugnizzo guadagnandosi il pane miezz a’vie, ma da solo con il suo amico, un altro giovane criminale con cui delinquevano in giro sin da ragazzini.

Ma come accade nei migliori romanzi da strada e da branco, inevitabilmente la sua volontà si è piegata a quella del lupo più forte. Messo dentro per aver obbligatoriamente coperto un camorrista (lo avremmo fatto tutti per salvarci la pelle), Sasà si trova solo nel primo istituto di correzione, un ponte diretto verso quella casa di Poggio Reale che accoglie tutti i non più giovani criminali di zona. Ma quella casa dalle sbarre grandi e dalle mura fredde e spesse, si rivela essere il biglietto di sola andata per un mondo fantastico, dove tra una laurea in criminologia e una speranza di rivincita, Sasà sceglie la vita.

La ritrova nei classici della letteratura e del teatro, che legge e divora avidamente. Sono De Filippo e Shakespeare a salvargli la vita o quantomeno, a mostrargliene un’altra. Le quattro mura della cella si trasformano presto nelle mura di un teatro e dai bancacci freddi e sgarrupati della casa circondariale su cui Sasà leggeva senza sosta, arriva una scrivania su cui Sasà questa volta può scrivere dei suoi romanzi.

Lo spettacolo Il Giovane Criminale che Salvatore Striano scrive partendo dall’ispirazione della propria vita e dai lavori di quel Jean Genet di cui ha letto tutto, è un omaggio alla sua storia di rivincita, raccontata senza filtro ad un pubblico che Striano sfida con occhi infuocati, quegli occhi che al termine del monologo ti scaldano il cuore in una fredda serata di inizio gennaio.

Le sensazioni sono quelle vere, crude, di storie che scoprono ferite ancora aperte e difficilmente in grado di richiudersi. Ferite che il teatro, l’arte e la cultura stanno curando un giorno dopo l’altro, insieme al calore della gente che lo applaude e agli occhi dei tanti scugnizzi che Sasà incontra giornalmente nelle scuole.

Tanti gli amici venuti ad accoglierlo e gli ospiti in sala pronti ad applaudirlo. In prima fila Piera Degli Esposti che Sasà corre ad abbracciare al termine dello spettacolo. E poi Isabel Russinova insieme al marito Rodolfo Martinelli, il regista Daniele Falleri e poi l’artista del trucco Ylenia Stracquadaini. In prima serata sono giunti anche i saluti e gli auguri di Pino Strabioli. Emozione ed un Sasà commosso, donano al pubblico un bagaglio di rispetto e amore per un palcoscenico che Striano guarda con reverenza e sempre con grande umiltà, meritando l’affetto di chi lo segue e lo sostiene con l’amore e la passione che solo il teatro può insegnare. Da vedere!