Cultura

San Camillo de Lellis, moriva oggi il sacerdote degli ammalati

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San Camillo de Lellis, il santo che abbandona la vita tormentata e dissoluta per dedicarsi alla cura degli ammalati. Lui il fondatore dell’Ordine dei Camilliani volti alla cura degli infermi. La sua morte il 14 luglio 1614.

Nato a Bucchianico (Chieti) il 25 maggio 1550, Camillo de Lellis viveva una vita inquieta e dissoluta. Persi i suoi averi al gioco, si metterà al servizio dei Cappuccini di Manfredonia. Da quel momento, la sua conversione. Consacratosi al Cristo Crocifisso, porterà a termine i suoi studi al Collegio Romano diventando sacerdote nel 1584. Lo stesso anno fonderà l’Ordine dei Camilliani dediti alla cura degli infermi e il cui operato si distinguerà per atti di carità misericordiosa. Si devono a lui gli esordi delle figure degli infermieri e dei cappellani come li vediamo oggi. Una croce rossa di stoffa sul petto, il loro segno distintivo. Il 14 luglio 1614 la sua morte.

San Camillo de Lellis, da uomo dissoluto a sacerdote misericordioso

Da una vita dissoluta ad una mossa dalla misericordia, quella di San Camillo de Lellis, figlio di una famiglia appartenente alla piccola aristocrazia abruzzese al servizio dell’Imperatore Carlo V. Deceduta la madre, al tempo già avanti con l’età, nel 1568 seguirà il padre nella carriera militare. Rimasto poco dopo orfano anche del padre, Camillo si lascerà travolgere dalla dissolutezza, motivo per il quale verrà congedato. Divenuto così manovale presso il Convento dei Cappuccini a Manfredonia (Foggia), si avvicinerà a poco a poco alla vita misericordiosa e caritatevole. Arriva la conversione e nel 1575 Camillo de Lellis entra a far parte dell’Ordine dei Cappuccini.

Dovendo curare nuovamente l’ulcera varicosa, si recherà dopo diversi anni presso l’Ospedale San Giacomo degli Incurabili (Roma). Sarà proprio lì difatti che maturerà la sua vocazione. Si consacrerà così come infermiere sotto l’egida di San Filippo Neri e da lì a poco maturerà l’idea di costituire un’associazione che potesse raccogliere compagni che come lui si sarebbero dedicati alla cura dei malati. Risale al 1582 la fondazione della Compagnia dei Ministri degli Infermi. Un Ordine religioso, questo, i cui statuti saranno presto approvati da Papa Sisto V e che presto vedrà sorgere una vera e propria rete comunitaria (Milano, Napoli, Genova, Mantova, Bologna, Palermo).

I Camilliani

L’operato dei Camilliani – come vengono chiamati i chierici appartenenti all’Ordine – segue delle “Regole” redatte dallo stesso San Camillo de Lellis. “Nessuno esorti alcuno infermo a lasciare alcuna cosa alla nostra Compagnia e ad agire in prima persona per il bene degli ospedali, anziché solo imporre riforme ad altri” – così sancisce la regola n°34 istituita dal Santo. Oltre alla cura del corpo nell’operato di San Camillo vigerà difatti anche e soprattutto la cura dello spirito, distinguendosi così radicalmente dall’operato degli ospedali dell’epoca. Lui, il grande riformatore dell’immaginario della figura infermieristica e assistenziale negli ospedali.

Annagrazia Marchionni

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