Cultura

Santa Lucia: luce e doni nella notte più magica dell’anno

Il suono acuto di un campanellino annuncia il suo arrivo. I bambini, timorosi di incontrare il suo sguardo, si rifugiano sotto le coperte e agitati più che mai cercano di addormentarsi. Superata la notte si risvegliano con un unico pensiero: scoprire i doni che Santa Lucia ha lasciato nelle loro case. Seguono la pista fatta di dolciumi che la martire ha preparato per loro e con il cuore colmo di gioia si avvicinano ai regali tanto attesi. La magia di Santa Lucia non è qualcosa di facilmente descrivibile: ha a che vedere con l’attesa ed il mistero. Per percepirla bisogna ritornare bambini, ai tempi in cui era consentito sognare, sperare e fantasticare. Per capire, invece, come mai tale ricorrenza sia celebrata tutt’oggi in varie parti del mondo, bisogna, avvicinarsi al lontano IV secolo d.C.

Il 13 dicembre si celebra Santa Lucia, martire siracusana che visse tra il 283 e il 304. La sua è una storia che nel tempo ha accolto la leggenda. La lotta tra paganesimo e cristianesimo ha dato luce alla sua agiografia, mentre l’aspetto tradizionale ha a che vedere con gli usi e i costumi della cultura contadina. Per i più piccoli Santa Lucia è la giovane cieca che porta doni in sella al suo asinello, mentre i più grandi la conoscono come protettrice della vista. Intorno alla sua figura aleggia un’aurea di mistero, ma una cosa è certa: la sua esistenza ha a che vedere con la luce. L’etimologia del suo nome è lux, elemento che lei stessa portò nelle vite dei più bisognosi e che continua a regalare alle famiglie nel giorno più corto dell’anno.

Santa Lucia: chi era la giovane martire?

Lucia era una ragazza di Siracusa che visse durante la persecuzione ai cristiani di Diocleziano. Nonostante appartenesse ad una famiglia nobile cristiana, dopo la morte prematura del padre, venne promessa in sposa ad un uomo pagano. La salute della madre Eutychia era vacillante, così la figlia decisa di intraprende un pellegrinaggio verso Catania per pregare Sant’Agata. Fu qui che il 5 febbraio del 301 la giovane ebbe l’apparizione della martire che, circondata da angeli, le disse: “Lucia sorella mia, vergine consacrata a Dio, perché chiedi a me ciò che tu stessa puoi concedere? Infatti la tua fede ha giovato a tua madre ed ecco che è divenuta sana. E come per me è beneficata la città di Catania, così per te sarà onorata la città di Siracusa“.

Accolto il messaggio cristiano, Lucia si spogliò di ogni ricchezza e rifiutò il matrimonio con l’intento di dedicare la propria vita ai più bisognosi. Il promesso sposo, contrariato di fronte a questa scelta, decise di portare Lucia di fronte al prefetto Pascasio, accusandola di essere cristiana. Il tribunale la giudicò colpevole e la costrinse a dedicarsi ai riti pagani, ma la giovane rimase fedele alla sua vocazione. Diversi uomini cercarono di colpirla con la forza, ma il suo corpo si fece pesante. Fu messa, dunque, al rogo, ma anche in questo caso le sue membra non reagirono alle fiamme. il 13 dicembre del 304 una pugnalata al cuore interruppe per sempre il suo martirio. Poco prima di passare a miglior vita la ragazza ricevette la comunione e predisse la caduta di Diocleziano.

La Santa che porta doni ai più piccoli

Santa Lucia: luce e doni nella notte più magica dell'anno
“Santa Lucia” – Photo Credits: carasantaluciavorrei.it

La storia di Santa Lucia incontra la tradizione popolare nel sedicesimo secolo, precisamente nelle campagne bresciane. Pare, infatti, che durante il periodo del solstizio di inverno fosse usanza aiutare le persone in difficoltà. Quando una grave carestia colpì Brescia, i comuni limitrofi del cremonese decisero di inviare sacchi di grano come atto di solidarietà. Le provviste arrivarono caricate su diversi asini proprio nella notte tra il 12 e il 13 dicembre. Il generoso atto di fratellanza fu dunque scambiato per un vero e proprio miracolo di Santa Lucia. Da allora si perpetua la tradizione della consegna dei doni, che arrivano nel giorno più corto dell’anno, quello che prima della rivisitazione del calendario gregoriano, era considerato il solstizio d’inverno.

La tradizione vuole che Santa Lucia arrivi accompagnata da un asino caricato dei pesanti doni. Solitamente nell’immaginario comune la martire porta al capo una corona di lumi, elemento che la stessa Lucia poteva indossare ai tempi delle sue opere di carità per raggiungere i meno abbienti. Il copricapo può, inoltre, essere ricondotto al fatto che la Santa porti e costudisca la luce, elemento più carente proprio nella giornata del 13 dicembre. Lucia è inoltre cieca e questa sua condizione pare derivare da un episodio del suo vissuto. Si racconta, infatti, che un uomo decise di strapparle gli occhi perché troppo belli.

I bambini aspettano che la Santa li omaggi dei doni richiesti. Le scrivono una letterina con i regali desiderati in cui specificheranno di essersi comportati bene durante l’anno. Se così non fosse, la Santa porterà loro del carbone. Lucia potrebbe, inoltre, punire i bambini qualora dovesse incontrarli durante la consegna dei doni. Un bambino vegliante durante la notte tra il 12 e il 13 dicembre potrebbe ricevere della cenere proprio sugli occhi e venirne acciecato. La magia di questa ricorrenza è, inoltre, caratterizzata da una preparazione degna del migliore ospite. I bambini ringraziano la Santa e il suo fedele animale preparandogli un pasto caldo, che l’eterea donna consumerà una volta consegnati i doni. Questa è la magia che aspetta i bambini in diverse parti d’Italia, tra cui Cremona, Brescia, Bergamo, Mantova e Lodi.

Marta Millauro

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