Cultura

Sant’Agostino, tra manicheismo e cristianesimo

Il 28 Agosto morì Aurelio Agostino d’Ippona, noto come Sant’Agostino. Egli fu un filosofo, vescovo e teologo romano. Considerato il maggior rappresentante della Patristica, fu dottore e anche santo della Chiesa cattolica. Tra i suoi scritti il più importante è “Le confessioni”, un’opera autobiografica narrante la sua conversione.

Sant’Agostino, dal manicheismo al cristianesimo: vita e pensiero

“La misura dell’amore è amare senza misura”.

Sant’Agostino d’Ippona

Sant’Agostino nacque nel 354 d.C. a Tagaste (ora Nigeria). Sua madre era cristiana mentre suo padre pagano. Studiò retorica ed iniziò ad insegnarla a partire dal 374 a Cartagine, a Roma ed infine a Milano. Inizialmente era manicheo, ossia un seguace del manicheismo, una dottrina che prevedeva l’esistenza di due principi contrapposti (bene e male). In seguito alla lettura delle Enneadi e all’ascolto delle omelie del vescovo Ambrogio, seguì il neoplatonismo. Quest’ultimo prevedeva: la trascendenza e l’unicità di Dio, l’anima dell’uomo vista come fede e il male ritenuto privazione dell’essere.

Dopo la stesura delle Confessioni, Sant’Agostino giunse alla piena e pura conversione al cristianesimo. Ritornò in Africa per elargire gli insegnamenti del Vangelo e divenne sacerdote ad Ippona, il luogo in cui creò un monastero. Nel 395 fu nominato vescovo e nel 430 morì.

Per il Santo il male umano (peccato) consiste nelle scelte dell’uomo errate, quando cioè vede le cose del mondo non come strumenti ma come obiettivi. In tale modo l’uomo non vive per incontrare Dio ma per la materialità. In una sua opera dal titolo “Soliloquia”, egli scrisse un dialogo ideale tra lui e la ragione; desiderava ardentemente che quest’ultima lo aiutasse nella conoscenza di Dio e dell’anima. Mediante la meditazione, il dialogo con la propria anima, è possibile trovare Dio. Per completare la conoscenza Divina, Sant’Agostino ammise che oltre alla ragione, ingrediente fondamentale risultava la fede: per credere in Dio bisogna capire ( “crede ut intelligas”), per comprendere Dio è necessario credere ( “intellige ut credas”).

“Come l’amore cresce dentro di te, così cresce la bellezza. Perché l’amore è la bellezza dell’anima”.

Sant’Agostino d’Ippona

Giusy Celeste

Giusy Celeste

Giusy Celeste è una intellettuale italiana. Ha due lauree (una italiana e una americana) e due master. Ha pubblicato 11 libri e vinto numerosi premi. Collaborazioni celebri segnalate con: Elisabetta Franchi e Alessandro Quasimodo, figlio del premio Nobel Salvatore Quasimodo. Per ulteriori informazioni questo è il suo sito: https://giusy-celeste-1.jimdosite.com/
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