Attualità

Sciopero dei portuali, per Palazzo Chigi non c’è allarme

I lavoratori dei porti hanno annunciato uno sciopero in vista della giornata di domani. Dal 15 ottobre, infatti, entrerà in vigore l’obbligo di Green Pass per tutti i lavoratori. Il Viminale aumenta le misure di sicurezza, ma per Palazzo Chigi non ci sarà il caos data la percentuale di vaccinati.

Sciopero dei portuali: quali sono i rischi

Domani sarà il primo giorno di obbligo di Green Pass per tutti i lavoratori. Dopo le proteste di sabato scorso a Roma e nuove manifestazioni annunciate in tutta Italia per questo weekend, nella giornata di domani potrebbe scoppiare il caos.

Tra le categorie che hanno annunciato lo sciopero, anche i lavoratori dei porti. A farsi portavoce del malcontento dei portuali sono stati i lavoratori del porto di Trieste, uno dei più grandi e importanti del nostro Paese. A loro si sono aggiunti anche i conducenti dei tir. Così la giornata di domani potrebbe segnare un blocco del trasporto merci, che in Italia avviene per il 90% su strada.

Per Palazzo Chigi non ci sarebbe da preoccuparsi, visto che l’80% della popolazione risulta vaccinata. Tuttavia, tra i 950 portuali triestini il 40% non si è vaccinato e il portavoce Stefano Puzzer fa sapere che “se non tolgono il certificato, venerdì lo sciopero è confermato”. Negli altri scali portuali italiani la situazione appare meno tesa, ma solo la giornata di domani ci dirà se il Paese subirà un massiccio blocco dei trasporti. A Genova, dove la percentuale dei portuali non vaccinati si aggira attorno al 20%, è già avvenuta una protesta dei conducenti di tir davanti i terminal più importanti. Ora nel capoluogo ligure potrebbe esserci un punto di svolta dopo che alcuni terminalisti hanno deciso di pagare i tamponi ai loro dipendenti. Intanto i sindacati rassicurano che a Piombino, Livorno, Napoli, Salerno e Ravenna non dovrebbero esserci scioperi, così come nei porti della Puglia.

Roberto Gulli (Uil): “Il problema vero sono i trasporti”

Per il leader della Uil Trasporti Roberto Gulli il vero rischio di domani risiede nello sciopero dei conducenti, considerando che il 30% di loro è senza vaccino. In Italia autotrasportatori dall’estero possono entrare senza avere il pass, mentre per i conducenti italiani, come tutti i lavoratori, dal 15 ottobre sarà obbligatorio. In merito a questa decisione da parte del Governo, il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè fa sapere:

“Stiamo valutando di invitare le imprese a fermare i camion. Dal ministero non abbiamo risposte e se questo atteggiamento proseguirà può succedere di tutto”.

Sempre sul fronte dei trasporti, il sindacato Orsa ha fatto sapere che il rischio c’è anche nei trasporti urbani. A Roma, ad esempio, tra il personale Atac la percentuale dei non vaccinati è tra il 10 e il 20% e per creare il caos basterebbe l’assenza del 5% degli autisti.

Da parte delle forze dell’ordine ci sarà la massima allerta anche sui social, con monitoraggio di chat e forum. Su Telegram i “no pass” hanno annunciato centinaia di manifestazioni in tutta Italia, ma non si sa ancora quale sarà la loro portata. Intanto Roma sarà sorvegliata speciale, dopo i fatti risalenti allo scorso sabato. Per questo weekend nella capitale è già prevista una manifestazione “no pass” in piazza Santi Apostoli, a due passi da Palazzo Chigi e dal Quirinale.

Giulia Panella

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