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Maggio 13, 2021, giovedì

Dipendenti Auchan e Conad a rischio, il 30 ottobre ci sarà sciopero nazionale

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Dipendenti di Auchan e Sma agguerriti: “Non c’è stata nessuna garanzia su occupazione e la tutela dei diritti”

Trinità dei Monti, sulla famosa scalinata i dipendenti dei supermercati hanno srotolato un grande striscione che citava “Conad. Persone trattate come cose.”

Conad acquisisce Auchan in una maxi operazione che coinvolge 42 punti vendita Sma e 4 ipermercati Auchan, operazione che coinvolge un totale di duemila lavoratori. Transizione complicata e rischiosa, infatti il passaggio alla nuova proprietà è sicuro solamente per seicento dipendenti.

I sindacati e la nuova proprietà hanno già svolto numerosi incontri nel tentativo di tutelare l’occupazione dei lavoratori, i loro diritti e l’agibilità sindacale. Sfortunatamente non c’è stato alcun accordo.

I sindacati: I lavoratori vivono nell’incertezza

Cosa ne sarà del resto?” – è la domanda dei sindacati. Il segretario generale Fisascta Cisl, Stefano Dioociaiuti, ha dichiarato: “Nessuna chiarezza è stata usata nei confronti dei lavoratori sin da quando questa operazione è iniziata lo scorso maggio. Ad oggi Conad non ha presentato alcun piano industriale nè dato certezza sulle future condizioni contrattuali di lavoro che rischiano di far entrare le lavoratrici e i lavoratori nel mondo del precariato con l’applicazione di contratti esternalizzati e stagionalizzati

La situazione Auchan-Conad si aggiunge a quelle del Mercatone Uno, sempre a discapito dei dipendenti e dei diritti dei lavoratori, ormai privi di significato.

I dipendenti di Conad e Auchan protesteranno il 30 ottobre per i loro diritti
Fonte: Pixabay
Fonte: Pixabay

Sciopero del 30 ottobre per i dipendenti

In seguito allo sciopero di lunedì 14 ottobre, insieme al sit in a Montecitorio e al flash Mobile a piazza di Spagna, i dipendenti rilanciano: mercoledì 30 ottobre ci sarà lo sciopero nazionale dei supermercati Sma, Simply e Auchan.

Questa è un’operazione  commerciale che non può prescindere dal lavoro di tutte le persone che sono all’interno dei punti vendita. Non possiamo tiraci indietro, dobbiamo arrivare al 30 tutti quanti uniti per una grande manifestazione davanti al MISE” – sprona Stefano Diociaiuti.

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