Secondo la polizia, almeno 20.000 persone hanno partecipato ieri pomeriggio alla manifestazione contro il G7 a Ginevra, in Svizzera. Intorno alle 16.30 sono stati segnalati i primi danni. Un’auto è stata incendiata e si sono verificati scontri tra manifestanti e polizia nei pressi della stazione ferroviaria di Cornavin. Anche la vetrina di una filiale bancaria è stata infranta.

Diversi manifestanti a volto coperto sono stati visti rompere le finestre per entrare in un edificio in Avenue Giuseppe-Motta, vicino al Palazzo delle Nazioni. Si tratta della sede di PricewaterhouseCoopers, società specializzata in revisione contabile e servizi di contabilità. Nella zona di Grand-Pré, la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni in risposta al lancio di oggetti contro gli agenti. In testa al corteo hanno sfilato associazioni, sindacati, gruppi femministi, movimenti pro-palestinesi e organizzazioni della sinistra radicale dietro lo slogan “anti-fascista, anti-imperialista, no G7“.

Secondo quanto riferisce l’emittente pubblica svizzera Rts, poco prima gruppi di black bloc hanno invertito la direzione del corteo e si stanno dirigendo nuovamente verso il quartiere che ospita la sede europea delle Nazioni Unite. In quella zona, nel tardo pomeriggio, si sono verificati scontri e danneggiamenti.

Dalle immagini e dai resoconti, gli scontri sono scoppiati alla vigilia del vertice del G7 in programma a Evian, in Francia. I manifestanti hanno lanciato contro la polizia bottiglie, pietre, pezzi di cemento e petardi. Le forze dell’ordine hanno risposto con gas lacrimogeni

Gli incidenti più gravi si sono registrati nella zona dove ha sede l’Onu e numerose organizzazioni internazionali. In serata la maggior parte dei manifestanti era rientrata al punto di partenza del corteo, nel parco di Mon Repos e la polizia ha iniziato a disperdere chi era ancora presente. Gruppi isolati hanno però continuato a muoversi verso il quartiere dell’Onu e gli scontri sono proseguiti.