La Luna, da sempre un luogo affascinante. Che continua a stupirci pure a 45mila km di distanza. È stata infatti scoperta la composizione chimica delle rocce lunari. Questi veri e propri magmi hanno infatti un processo chimico vitale straordinario.
Come nascono le rocce lunari?

Lo studio è stato condotto da un gruppo internazionale di scienziati, guidato dalle Università di Bristol nel Regno Unito e di Münster in Germania. Pubblicato oggi su Nature Geoscience, mostra la scoperta di un passaggio fondamentale nella formazione di questi magmi distintivi. E afferma infatti che “L’origine delle rocce vulcaniche lunari è un’affascinante storia che coinvolge una ‘valanga’ di un ammasso di cristalli instabile, di dimensioni planetarie, creato dal raffreddamento di un oceano di magma primordiale”. Come ha detto Tim Elliott, professore di Scienze della Terra presso l’Università di Bristol.
“La presenza di un tipo di magma unico per la Luna è fondamentale per definire questa epica storia, ma spiegare come tali magmi possano essere arrivati in superficie, per essere campionati dalle missioni spaziali, è sempre stato un problema spinoso. È fantastico aver risolto questo dilemma”. Lo studio ha infatti rivelato le concentrazioni sorprendentemente elevate di un elemento, il titanio, in alcune parti della superficie lunare. Queste tracce di titanio sono note fin dalle missioni Apollo della NASA, negli anni ’60 e ’70. Missioni che hanno riportato sulla Terra campioni di lava antica solidificata dalla crosta lunare. Più recentemente un satellite in orbita ha creato una mappatura, che ha mostrato che questi magmi, noti come ‘basalti ad alto contenuto di Ti’, sono molto diffusi sulla Luna.
Le conclusioni dello studio
“Finora i modelli non sono stati in grado di ricreare composizioni magmatiche che corrispondessero alle caratteristiche chimiche e fisiche essenziali dei basalti high-Ti”, ha dichiarato Martijn Klaver, ricercatore presso l’Istituto di Mineralogia dell’Università di Münster e coautore dello studio. “È stato particolarmente difficile spiegare la loro bassa densità, che ha permesso la loro eruzione circa tre miliardi e mezzo di anni fa”, ha proseguito Klaver. La squadra internazionale di ricercatori è riuscita a imitare i basalti ad alto tenore di Ti nel processo di laboratorio, grazie a esperimenti ad alta temperatura.
Le misurazioni dei basalti ad alto tenore di Ti hanno anche rivelato una composizione isotopica distintiva. In questa rilevazione è presente un’impronta digitale delle reazioni riprodotte dagli esperimenti. Per concludere, è stato dimostrato che entrambi i risultati rivelano chiaramente come la reazione fusione-solido sia necessaria per la comprensione della formazione di questi magmi unici.
Marianna Soru
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