Scott Pilgrim è un’eroe che non si può non amare, che ci trasporta con ritmi da cabinato in una tenera storia d’amore. Storia che, comunque, non manca di dramma e ironia.

Basata su una splendida graphic novel, quella di cui sto per parlare è un commedia divertente, sardonica, emotiva e iperattiva. L’opera cult per la cultura gamer-geek. Scott Pilgrim Vs the World è ambientata nella gelida Toronto e basata sulla serie a fumetti di Bryan Lee O’Malley.

Lo stile di Scott Pilgrim vs the World:

La pellicola è in parte ispirata all’estica dei videogiochi, in parte al teen drama, ma in definitiva potremmo definirla un esperimento serratissimo e coloratissimo di collage postmoderno. L’adattamento sui generis di Edgar Wright dell’opera di O’Malley è veramente un film visivamente accelerato. Insomma: installa una videocamera in un flipper e non riuscirai nemmeno ad avvicinarti alle acrobazie visive a frusta che vedrete nell’opera. Nessuna sorpresa quindi che gli adolescenti geek non ne abbiano mai abbastanza, di Scott Pilgrim.

Wright pecca forse di eccessivo romanticismo, rendendo il dolore “dolorosamente cool” nella sua commedia. Dai toni divertenti e iperattivi, la trama trasmette in modo interessante un parallelo con la rabbia culturale del Canada negli Stati Uniti. Wright insiste su nient’altro che la l’ironia tragica della commedia, la cultura dello spettacolo del pastiche, dell’intrattenimento nell’inconstistenza seinfeldiana.

Sulle critiche: posso solo dire che dove alcuni vedono la superficialità, ho visto un arguto gioco ad incastro di superfici visive e sociali. Tanta ironia e uno splendido gioco di stile.

Un po’ di Trama:

La trama è abbastanza lineare e un po’ buffa: Scott Pilgrim è un bassista, geek, impacciato e disoccupato. Un po’ un neet, un po’ quel tipico ragazzetto timido che non noti alle feste perchè appunto, sta per fatti suoi. La sua vita scorre placida quando all’improvviso incontra la ragazza dei suoi sogni. Si tratta del tipico clichè della ragazza alternativa, ma Ramona Flowers è un personaggio che rientra con grazia del suo archetipo e da un gusto personale alla narrazione.
Il nerd e la ragazza dai capelli strani: sembra una love story perfetta, già scritta. Ma qui arriva l’unicità della pellicola (e della graphic novel da cui s’ispira).

Ma la storia prende una piega strana quando per conquistare totalmente il cuore della giovane, il film si trasforma in un videogioco. Infatti Scott deve prima affrontare i suoi diabolici sette ex fidanzati, decisi a ucciderlo.

Scott Pilgrim, un “eroe” che non puoi non amare:

Il nostro eroe è quindi il giovane Scott Pilgrim. A mio parere personaggio adorabile, Scott è il bassista della band locale rumorosa e violenta Sex Bob-omb. Appassionato giocatore di videogiochi, questa è (almeno all’inizio della trama) l’attività che esprime la somma della sua vita sociale.
Un improvviso interesse per la letteratura prende possesso del giovane quando si rende conto che l’amore della sua vita ha un lavoro per le consegne speciali per Amazon. Scott quindi ordina un libro – il cui titolo è irrilevante e non menzionato.

Il protagonista è interpretato da Michael Cera, uno degli attori più attraenti del cinema moderno, a mio parere. Qui poi da il meglio di sè, con una faccia gentile e confusa che lo fa entrare perfettamente nel personaggio, con quel mood da Beatle dei primi anni ’60.

La vita amorosa di Scott Pilgrim è comunque un casino.

Il nostro eroe ha preso il benservito dalla cantante bionda e super-glamour Envy Adams (Brie Larson). Potremmo pensare che abbia il cuore a pezzi ma non è così. Infatti ora ha una relazione platonica chiodo-schiaccia-chiodo con la scolaretta adolescente Knives Chau (Ellen Wong) con la sincera disapprovazione di sua sorella Stacey (Anna Kendrick ).

Ma poi tutto cambia quando s’innamora di Ramona Flowers (Mary Elizabeth Winstead) irraggiungibilmente cool, che si è appena trasferita in Canada da New York.

Le titaniche battaglie che Scott deve affrontare contro ogni ex vendicativo sono, ovviamente, surreali. Sono competizioni completamente stilizzate a metà tra la stregoneria-fantasia e il video-gaming. Il tutto infatti può esistere solo sullo schermo del computer di un giocatore:sono così irreali e poco seri che rischiano sempre di essere interrotti e indeboliti con gag e macchiette. Gli amanti di questo genere non lo troveranno stucchevole e, come me, vedranno anzi la profonda ironia con cui si affronta il teen drama a vari strati di sarcasmo.

Perchè vedere questo film:

Con un sapiente uso dell’ironia, che ben s’incasella tra stereotipi e parodie, il film (e il fumetto) hanno una forte carica emotiva. S’affrontano temi importanti nell’adolescenza, e anche nella post-adolescenza. I personaggi lavorano benissimo nei loro ruoli di simboli e quindi archetipi, creando uno spazio morale chiaro ma non banale. Infine, ma non ultimo, è di un romanticismo amabile.

Insomma, non me la sento di definirlo un capolavoro del cinema moderno, ma è veramente un film gradevole da vedere. Consigliato vivamente.

Soprattutto: consiglio la lettura del fumetto! Dallo stile simile a Steven Universe, rende la storia ancor più surreale ma, paradossalmente, coerente.

Scott Pilgrim vs the World – fonte: google


 

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