Cronaca

La scuola al tempo del Covid: tutto quello che bisogna sapere

14 settembre: ricomincia la scuola, ma quest’anno gli studenti dovranno convivere con Covid-19. Che cosa cambierà?

Occhio al registro!

Sebbene molti ragazzi rimarranno a casa, le scuole riaprono i portoni. Sarà una prova per verificare che le nuove regole da seguire siano efficaci; a ogni istituto è stata riconosciuta una certa autonomia, perciò ogni scuola potrà adattarle alla propria situazione. Tuttavia, ciò comporta un ulteriore sforzo per genitori e ragazzi: ciascuno di loro dovrà controllare regolarmente il registro scolastico per non perdere comunicazioni importanti e per sapere come verrà organizzata la didattica.

Fonte: cgilcatania.it

A scuola con Covid: niente genitori … né pupazzi!

In generale, gli sforzi sono volti a ridurre il più possibile l’accesso dei genitori alle scuole: quasi tutti gli incontri con i docenti, inclusi consigli di classe e di istituto, si terranno virtualmente su piattaforme digitali. Una eccezione è stata fatta per i genitori di bambini di età compresa tra 0 e 6 anni, che potranno accompagnare i figli dentro l’edificio per aiutarli a cambiarsi prima di entrare in classe, purché dotati di mascherina. Per evitare assembramenti all’ingresso, ciascun bambino sarà accompagnato da un solo genitore e non sarà consentito nemmeno portare con sé un peluche. I bambini potranno utilizzare soltanto giochi lavabili messi a disposizione dalle scuole.

Fonte: pixnio.com

Ingressi a scaglioni

L’orario di ingresso varierà non solo da scuola a scuola, ma anche da classe a classe. Il provvedimento, raccomandato dal comitato scientifico e dal ministero dell’Istruzione, ha come scopo evitare assembramenti davanti agli istituti e limitare l’uso dei mezzi pubblici nell’orario di punta. Il primo ingresso consigliato è alle 7.45, ma ci sono scuole che hanno scaglioni fino alle 9.30-10.00; anche le uscite saranno ritardate secondo la suddivisione delle entrate.

Orari scolastici più brevi: le motivazioni

Molte scuole hanno già comunicato gli orari e non pochi genitori sono rimasti sconcertati nel constatare che la giornata scolastica sarà molto corta. Sono tre le principali ragioni di questa scelta, primo fra tutte l’inserimento di nuovi insegnanti, la cui nomina non è stata ancora effettuata per via delle numerose inesattezze e dei ritardi delle nuove graduatorie telematiche. Altre due probabili cause sono la mancanza dei banchi monoposto ordinati dal commissario Arcuri o il mancato completamento delle modifiche alle infrastrutture scolastiche.

Fonte: pixnio.com

Misurare la febbre

Nonostante il Ministero abbia stabilito che le scuole non avranno il compito di misurare la temperature di alunni e personale, sono molti gli istituti che si sono preventivamente attrezzati per effettuare questa rilevazione. Tra questi, ricordiamo alcune scuole della Campania (supportate dal governatore Vincenzo De Luca) e le materne e asili nido dei Comuni di Milano e Roma, a cui è stato imposto dalle relative amministrazioni di provvedere a misurare la febbre all’ingresso. La Regione Piemonte, guidata dal governatore Alberto Cirio, ha poi deliberatamente ignorato le indicazioni del Governo, emanando un provvedimento che impone alle scuole di rilevare la temperatura a personale e alunni.

La mascherina

La mascherina è obbligatoria a partire dai 6 anni quando ci si sposta dalla propria aula. All’interno della classe sarà invece consentito di non indossarla, purché sia rispettato il distanziamento di un metro. Gli insegnanti potranno toglierla durante le spiegazioni alla cattedra, ma per girare tra i banchi sono tenuti a indossarla. Dovrebbe essere la scuola a consegnare al personale e agli studenti gli opportuni dispositivi di sicurezza e ne è stata infatti avviata la distribuzione. Tuttavia, molti istituti lamentano scarsità di mascherine o persino il loro mancato ricevimento. Sarà dunque possibile che nei primi giorni di scuola sarà lo studente a doversi procurare una mascherina, ricordando di averne sempre una di scorta nello zaino.

scuola, fonte universomamma.it

Scuola e Covid-19: la durata delle lezioni, l’intervallo e la mensa

Alle scuole sarà consentito accorciare l’orario di ciascuna lezione a 50 minuti. Il tempo però sarà recuperato in altre attività curricolari. In questo modo ogni docente potrà svolgere più lezioni a parità di orario e le classi potranno essere divise in sottogruppi. L’intervallo sarà organizzato in scaglioni per evitare assembramenti e contatti tra alunni di classi diverse. Durante i primi giorni potrebbe non essere previsto il servizio mensa, ma, una volta accertata la sicurezza dei locali, dovrebbe riprendere con obbligo di mascherina e a turni. In caso invece le strutture non consentano di mantenere le adeguate norme igienico-sanitarie, la mensa sarà sostituita con un pranzo in classe con monoporzioni.

La didattica a distanza

La didattica a distanza è prevista solo per le scuole superiori secondo la modalità mista: una parte degli studenti farà lezione in classe, mentre un secondo gruppo seguirà da casa. Per elementari e medie invece la didattica sarà in presenza, salvo casi di quarantena della classe o di chiusura temporanea della scuole per la presenza di un focolaio o per avvio di nuovi lockdown localizzati.

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