Cronaca

Scuola e Covid, contestati i sintomi per i quali si dovrebbe restare a casa

Scuola- Fonte: pixabay

Secondo le attuali normative, i bambini con lievi sintomi non possono recarsi a scuola, andando incontro a lunghi e frequenti periodi di assenza. Alcuni genitori e docenti del Piemonte hanno contestato la lista di sintomi ascrivibili al Covid in età pediatrica prevista dal protocollo vigente nella Regione. Questo per evitare che un bambino con un semplice raffreddore non causato dal Coronavirus attraversi un lungo percorso per la riammissione a scuola, a partire dal tampone.

Il disappunto dei genitori piemontesi

Genitori e docenti del gruppoPriorità alla Scuola del Piemonte chiedono al presidente Alberto Cirio, la Giunta e l’intero Consiglio regionale di intervenire sulla gestione dei malesseri che potrebbero verificarsi questo inverno, per non compromettere il sistema scolastico. Il gruppo contesta il protocollo vigente in Piemonte, che a sua volta rimanda al Rapporto dell’Istituto superiore di sanità. Viene sottolineato infatti che “Manca una distinzione tra sintomi prioritari e secondari. Si induce a considerare anche i sintomi lievi, che per gli adulti sono considerati secondari come un raffreddore o un mal di gola, preclusivi della frequentazione scolastica e predittivi di un tampone“. Bisogna considerare anche che i tamponi pediatrici presso i 29 hotspot scolastici allestiti dalla Regione sono sempre più frequenti. Gli accessi avvengono sia in modalità diretta in orario scolastico, che in modalità programmata, per velocizzare il processo. Dall’inizio dell’anno i casi positivi sono risultati 24.

Il pediatra deve emettere un certificato di riammissione

Ogni volta che un bambino mostra dei sintomi e si assenta da scuola, è necessario un certificato di riammissione per poter ritornare in classe. Solo una visita pediatrica di accertamento permette infatti al bambino di riprendere a frequentare le lezioni. Secondo i genitori e docenti del gruppo “Priorità alla Scuola“, basterebbe una semplice dichiarazione della famiglia a giustificare l’assenza per “Motivi di salute non sospetti per Covid 19. La richiesta del gruppo alla Regione è pertanto quella di avere maggior chiarezza riguardo ai protocolli relativi alla sintomatologia pediatrica. Si auspica ad “Una linea condivisa per richiedere il tampone quando davvero esista un sospetto e non al minimo segno di raffreddore“.

A questo proposito invece il portale della Regione Emilia Romagna, nella sezione “Torniamo tutti a scuola” sembra essere molto chiaro. Secondo quanto riportato “Il solo raffreddore, senza altri sintomi, non deve essere inteso come un motivo per sospendere la frequenza scolastica, in quanto si tratta di una condizione molto frequente in particolar modo negli alunni delle scuole di primo grado“.

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