Sabato il governo del Venezuela di Nicolás Maduro ha annunciato di aver arrestato tre cittadini americani, due spagnoli e uno ceco, accusati di lavorare per un colpo di stato nel paese e di voler uccidere Maduro. Secondo quanto detto dal ministro dell’Interno Diosdado Cabello il piano sarebbe stato organizzato dalla CIA, l’agenzia di intelligence statunitense per l’estero: uno degli arrestati è un militare degli Stati Uniti, appartenente ai Navy Seals, le forze speciali d’élite della Marina. Il Dipartimento di stato americano ha smentito ogni coinvolgimento, definendo le accuse «totalmente false».

Gli Stati Uniti respingono le accuse del Venezuela su un complotto per rimuovere il presidente Nicolas Maduro. Per il Dipartimento di Stato americano si tratta di ricostruzioni “categoricamente false”. Venerdì la Corte suprema del Venezuela aveva bollato come “ingerenza negli affari interni” la decisione di Washington di imporre sanzioni contro 16 funzionari statali e magistrati del Paese che hanno convalidato la contestata rielezione di Maduro alle presidenziali del 28 luglio

Negli scorsi giorni la Spagna ha concesso asilo politico al principale oppositore di Maduro in quelle elezioni, Edmundo González Urrutia, mentre gli Stati Uniti hanno emesso sanzioni nei confronti di 16 importanti funzionari del regime venezuelano, ritenendoli complici dei brogli elettorali e della repressione di Maduro.

Il governo di Maduro in passato ha utilizzato cittadini statunitensi detenuti in Venezuela per ottenere concessioni e organizzare scambi: nel 2023 ne liberò dieci per ottenere la liberazione di Alex Saab, un alleato di Maduro detenuto in Florida per riciclaggio di denaro e altri crimini finanziari.