Sinner, Musetti e il fantastico 2020 dei tennisti italiani

Non solo Jannik Sinner e Lorenzo Musetti, per i tennisti italiani il 2020 è stato davvero un anno fantastico. Potrerbbe sembrare una blasfemia asserire una simile frase. Attribuire una quasivoglia virtù ad un’annata che, da qualunque parte la si guardi, è stata devastante. L’anno della pandemia globale che ha costretto il mondo a casa e ha pesantemente danneggiato anche il circuito della racchetta non sembra poter lasciare da qualche parte una scia positiva. Eppure, al netto di quanto accaduto in altri ambiti e limitandoci al solo aspetto sportivo, lo si può ribadire con franchezza. Il 2020 è stato un anno davvero fantastico per i tennisti italiani

La consacrazione di Sinner e Musetti

E’ naturale che in questo bilancio la parte del leone la facciano Jannik Sinner e Lorenzo Musetti. Vuoi perchè quanto hanno ottenuto questi due tennisti italiani nel 2020 è stato davvero sorprendente. Vuoi a causa della giovane età che stimola, negli appassionati, sogni spesso anche troppo audaci. Trattandosi di due autentici predestinati, la loro esplosione è stata accolta come un evento escatologico. Il fatto che si sia verificata nel 2020, anno del disastro, gli ha dato contorni ancora più messianici. La scalata alla classifica mondiale di Sinner, culminata con il successo nell’Atp di Sofia, ultimo torneo della stagione, è stata seguita dai mezzi d’informazione con sempre maggiore interesse

Allo stesso modo l’enfasi con la quale è stato raccontato il cammino di Lorenzo Musetti a Roma, con le eliminazioni eccellenti di Stan Wawrinka e Kei Nishikori, ha ricordato le cronache di imprese leggendarie che appartengono alla memoria collettiva. Si è trattato, dunque, di gesta di grande valore sportivo, di significato certamente importante, ma la collocazione temporale ha certamente contribuito a generare intorno ad esse un alone sacro. Perciò a maggior ragione questo 2020 può essere considerato un anno straordinario per l’Italia

Sonego batte Djokovic ed è testa di serie a Melbourne

Il rovescio della medaglia è che queste imprese hanno oscurato prestazioni altrettanto splendide ma, forse, meno glamour compiute dai colleghi durante questa folle stagione. Ci si dimentica troppo spesso che il ranking Atp dietro i nomi di Matteo Berrettini e Fabio Fognini, rispettivamente numero 1 e 2 d’Italia, fa comparire in posizione numero 33 quello di Lorenzo Sonego. Il tennista piemontese fino allo scorso anno frequentava le posizioni intorno alla 50. Significa che qualcosa di straordinario deve averlo compiuto anche lui. La coda di questa grande stagione di Sonego, peraltro saranno gli Australian Open 2021 dove il tennista sarà testa di serie.

Non solo Sinner e Musetti anche il 2020 di Sonego è stato fantastico, https://www.facebook.com/lorenzosonegoIFC/photos/a.181297829292995/438439386912170
Non solo Sinner e Musetti anche il 2020 di Sonego è stato fantastico, https://www.facebook.com/lorenzosonegoIFC/photos/a.181297829292995/438439386912170

Pensare che il 2020 pre-pandemia non era stato così prodigo nei confrotni di Sonego. Le sliding doors della stagione, avvengono infatti a Parigi dove l’azzurro si spinge fino agli ottavi di finale, eliminato da Diego Schwartzmann. Miglior risultato mai raggiunto in uno Slam. L’apoteosi sarà però l’Atp500 di Vienna dove il nostro viene ripescato come lucky loser dopo essere uscito all’utlimo turno di qualificazione. Sonego conquista la finale del torneo. Sul suo cammino la vittima più eccellente risponde al nome di Novak Djokovic, piegato in due incredibili set. Purtroppo l’atto conclusivo lo vede soccombere contro Andrej Rublev. Cio nonostante la stagione di Sonego non può che essere gratificante

Travaglia, Cecchinato e la lenta rislaita

Fin qui le punte di diamante. Ma anche nelle retrovie i tennisti italiani in questo 2020 hanno saputo muoversi davvero egregiemante. Anche l’anno di Stefano Travaglia è partito in sordina. Soltano dopo il lockdown il tennista marchigiano si è saputo togliere le migliori soddisfazioni. Ha raggiunto il terzo turno degli Internazionali d’Italia, superando due top30 come Taylor Fritz e Borna Coric prima di arrendersi a Berrettini. Ha poi replicato il risultato nello Slam parigino battendo Pablo Andujar e Nishinkori. Stavolta il giustiziere è stato niente meno che sua maestà Rafa Nadal. Con questi risultati Travaglia ha chiuso l’anno in posizione numero 74 del ranking.

Anche il percorso di Marco Cecchinato è stato un lento risalire. Dopo un difficile inizio anno in cui perde la top100, si affida alle cure di Massimo Sartori. Il nuovo coach prende per mano il tennista siciliano e dopo il lockdown cominciano a vedersi i primi risultati. A Roma supera il primo turno contro il britannico Kyle Edmund prima di perdere da Filip Krajinovic. Ma soprattutto al Roland Garros si rende protagonista dell’eliminazione di Alex De Minaur, testa di serie numero 28. Esce di scena contro Alexander Zverev ma successivamente raggunge la finale del neonato Atp250 di Pula dove deve arrendersi a Laszlo Djere non senza rimpianti. Torna così tra i primi 100 del mondo, esattamente nella casella 80

Caruso, Mager e gli altri

Inversa, rispetto ai due colleghi appena citati, la parabola di Gianluca Mager. Lui il capolavoro della stagione lo confeziona a febbraio, quando il Covid19 era ancora un virus cinese. Nell’Atp500 di Rio de Janeiro, provenendo dalle qualificazioni, riesce a raggiungere la prima finale di un torneo di quel livello. Nel corso della settimana elimina Casper Ruud e soprattutto Dominc Thiem ai quarti di finale. Perde la sfida decisiva contro Christian Garin ma raggiunge la posizione 77 del ranking. Dopo la pandemia il suo percorso si fa più tormentato ma non abbastanza da farlo ripiombare sotto il gradino numero 100 della classifica, posizione che occupa attualmente come ottavo italiano tra i primi 100

Dignitosissimo anche il 2020 di Salvatore Caruso. Partito già ad inizio stagione come top100, il siciliano ottiene i suoi migliori srisultati dopo il ritorno in campo dal lockdow. A Flashing Meadows raggiunge per la prima volta in carriera il terzo turno di uno Slam, battendo Duckworth ed Escobedo e perdendo solo da Andrej Rublev. Anche a Roma si comporta bene superando il primo turno contro Thompson per perdere poi da Novak Djokovic. In coda di stagione si permette anche l’ingresso ai quarti di finale del torneo di Sofia, battendo tra gli altri Felix Auger-Aliassime. Chiude l’anno con la posizione numero 76 del ranking

Una nota di merito la merita l’eterno Andreas Seppi. Malgrado chiuda l’anno fuori dai 100, a 36 anni è stato ancora capace di raggiungere la finae di un Atp250 in febbraio. A New York, infatti, solo Edmund gli ha saputo negare la gioia del titolo. Trofeo che invece Federico Gaio ha potuto alzare al cielo in quel di Bangkok. La vittoria del challenger di inizio stagione ha consentito al faentino di issarsi in posizione 124 (ora 137) della classifica. Il resto della stagione, però, è stato meno convincente caratterizzato anche dal cambio di guida tecnica.

Danilo Comparelli

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