L’Ara Pacis omaggia Sergio Leone

Roma dedica una grande mostra interattiva ad uno dei suoi cittadini più illustri, prorogata fino al 30 agosto. L’esposizione che celebra i 30 anni dalla scomparsa e i 90 dalla nascita di Sergio Leone è certamente da inserire tra le cose da fare quest’estate per i romani che hanno deciso di rimanere nella capitale.

Nelle sale allestite per l’occasione con foto, video e cimeli appartenenti all’opera di Leone (come il telefono utilizzato da Noodles), si ripercorrono le orme del regista. I primi passi mossi grazie alla rete di contatti paterna, lo portarono a maturare un’esperienza nel settore cinematografico tale da renderlo maturo per dirigere importanti produzioni hollywoodiane. 

Mostra multimediale su Sergio Leone all'Ara Pacis - Photo Credits : web
Mostra multimediale su Sergio Leone all’Ara Pacis – Photo Credits : web

Le influenze dell’immaginario di Sergio Leone

Il cuore della mostra è dedicato alle fonti di ispirazione del regista:la pittura di Goya e Hopper, i romanzi di Fitzgerard, le fotografie di Jacob Riis. Una delle sale è dedicata in particolare alla messa a confronto di opere pittoriche assai note con quelle del maestro. Come le scene di “C’era una volta in America” in cui una Jennifer Connelly ancora bambina fa i suoi esercizi di danza, accostate alle ballerine di Degas

Ma è il pittore Giorgio de Chirico ad aver maggiormente influenzato il regista.Dai paesaggi del pittore metafisico Leone ha preso ispirazione per i suoi campi lunghi fiabeschi, che raccontano le gesta di personaggi mitici. Leone, perfezionista delle inquadrature, amava anche quelle strettissime sugli occhi, volte a far capire allo spettatore l’animo più introspettivo dei personaggi.

"Enigma della partenza" di Giorgio de Chirico - Photo Credits: web Sergio Leone
“Enigma della partenza” di Giorgio de Chirico – Photo Credits: web

Da Tarantino a Breaking bad, i seguaci di Leone

L’opera di Leone, di stampo classico, è caratterizzata dalla lentezza dello scorrere del tempo. Nei film del regista, il ronzio di una mosca può essere protagonista di scene memorabili, ispirate anche dalle musiche di Morricone, il cui tema principale era composto già prima delle riprese.

La pazienza necessaria allo spettatore di un film di Leone, estranea alla nostra generazione, potrebbe presagire la caduta nel dimenticatoio della sua opera. La sua influenza nell’arte contemporanea è invece sotto gli occhi di tutti (del 2018 il brano “Sergio Leone” di Colle der Fomento).  

L’ultima parte della mostra è dedicata proprio ai grandi registi contemporanei, debitori nei confronti del regista. Primo tra tutti l’italiano Carlo Verdone, di cui il regista ha prodotto le prime opere, ma anche Tarantino, grandissimo estimatore che quando gira il dettaglio degli occhi di un attore al cameraman chiede:

Give me a Sergio Leone”

Seguici su MMI e Metropolitan cinema

Valeria Lombardi

© RIPRODUZIONE RISERVATA