Calcio

Serie D, ripresa del campionato mai così incerta?

Serie D, la ripresa è incerta. Ma è bene precisarlo fin dall’inizio: come ha anche detto il presidente della LND Sibilia, le priorità adesso sono altre, come la salute dei cittadini italiani e la situazione socio-economica. Questo non esclude però le ipotesi che si stanno formulando sulla ripresa dei campionati, dalla Serie A alla quarta serie italiana, e oltre. Ci sono davvero i margini per una ripresa, in tempi ragionevoli, dello sport?

Serie D, le voci della LND

Luigi Barbiero, coordinatore della LND, ha detto (da tuttoturris.com): “[…]In questo momento non possiamo ipotizzare proprio nulla e chi lo fa probabilmente non si rende conto della gravità della situazione.

E ancora: “Dobbiamo attendere i prossimi sviluppi per fare dei ragionamenti. La nostra priorità oggi è di superare questa emergenza che sta affliggendo tutto il mondo.”

Barbiero ha poi proseguito: “[…] La nostra volontà è di completare il campionato, ma ad oggi nessuno può dire se ci sarà il tempo o meno per farlo”.

Secondo Barbiero, dunque, non ha senso pensare ad un’ipotesi di ripresa, perché ad ora il problema più grave è quello della salute della nazione. Una volta superato questo problema, si potrà decidere come e quando riprendere a giocare.

Con un’intervista uscita sul Corriere dello Sport-Stadio nella giornata di ieri, il presidente della LND Cosimo Sibilia ha espresso il suo parere sulla situazione attuale: “In questo momento ci sono tre priorità: sanitaria, sociale e sportiva. L’emergenza obbliga tutti a rispettare le indicazioni sanitarie e restare a casa.”

Sibilia ha poi aggiunto: “L’aspetto sociale ci invita a riflettere sulle prospettive in attesa che possa riprendere quella sportiva che amiamo. Adesso viviamo l’emergenza e non bisogna abbassare la guardia”.

Lo sport, come già aveva detto Barbiero, in questo duro momento passa in secondo piano, in attesa che la situazione sanitaria e sociale del paese ritorni alla normalità.

Ripresa Serie D, le voci delle società

Il Presidente della Lucchese Bruno Russo ha recentemente parlato a gazzettalucchese.it della situazione: “Credo e spero che nel giro di un mese finisca questa emergenza e poi si possa organizzare il futuro delle persone tra cui anche il calcio. Ma penso ci voglia ancora un mesetto di sacrificio. Se così non fosse vorrebbe dire che le persone non hanno rispettato i protocolli, ma voglio essere ottimista”

Sempre nel girone A, ha parlato al programma TV Palla al Centro anche il presidente del Seravezza Pozzi Lorenzo Vannucci, prendendo una posizione più ferma sulla ripresa della Serie D: “Sinceramente non credo che ci sarà la possibilità di ripartire entro la fine di aprile, ma se invece così potesse essere allora si potrebbe anche pensare di finire la stagione riprendendo i campionati da dove erano stati interrotti.”

E poi: “Altrimenti se la cosa, come credo, si protrarrà oltre la fine di aprile allora secondo me sarebbe giusto sospendere e annullare tutto quanto. La priorità deve essere la salute delle persone, il lavoro in generale e l’economia che dovrà riprendersi.

Vannucci conclude: “Il calcio dilettantistico deve essere un divertimento, pur essendoci dietro anche degli interessi”.

La certezza di Ciatti

Il dg dell’Aglianese Ciatti, invece, non ha dubbi (da notiziariocalcio.com): “Attendiamo indicazioni in merito dalla Lega, pur sapendo che il clima di incertezza non potrà essere spazzato via con facilità. Per questa ragione crediamo che la soluzione più ragionevole dovrebbe essere quella di annullare la stagione corrente e prima di ripartire attendere il momento più propizio facendo ricorso alla massima prudenza.”

Ciatti ha detto ancora: “Nelle nostre categorie non ci sono le stesse implicazioni che si riscontrano in serie A, tutto può essere gestito con la dovuta calma. […] decretare lo stop definitivo, e ripartire solo quando sarà possibile giocare in sicurezza, a nostro avviso sarebbe la soluzione da preferire.”

Quarta serie, ci saranno ripercussioni economiche?

Sicuramente le ripercussioni economiche sulla Serie D ci saranno. La Repubblica ha ricordato come le società dilettantistiche sono spesso gestite da imprenditori locali appassionati di calcio.

La mancata ripresa delle attività porterebbe al fallimento di molte società sportive e ciò potrebbe porre il proprietario della squadra a scegliere se salvare l’azienda di famiglia o la società di calcio.

Se venisse salvata l’azienda di famiglia, si rischierebbe il fallimento di circa il 30% delle società dilettantistiche. Ciò si ripercuoterebbe anche sulle squadre delle serie maggiori.

Ciò perchè molti giovani vengono mandati a fare esperienza con il calcio giocato proprio nelle squadre delle leghe inferiori, dove possono giocare con continuità. Sarebbe un problema, dunque, per numerosi giovani calciatori, che rischierebbero di avere degli intralci nella loro crescita da professionisti.

Le proposte

Ad oggi, dunque, le proposte per la Serie D sono:

  • Annullamento del campionato
  • Congelamento del campionato all’ultima giornata disputata, con promozioni e retrocessioni d’ufficio
  • Ripresa del campionato ad emergenza finita, anche al costo di giocare in giugno e luglio

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