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Le migliori Serie TV dal 2010 al 2020 -Parte 1

La Televisione ha subito grandi cambiamenti e le serie hanno puntato sempre più in alto. Ecco la mia personale classifica dei migliori show televisivi della decade ormai passata

Le Serie TV hanno subito una progressiva e stupefacente evoluzione, mostrando una qualità tecnica e narrativa sempre più al passo coi tempi e spesso vicina a quella cinematografica.

Come succede in questi casi, gli show televisivi hanno subito una “standardizzazione” che li sta rendendo indigeste agli spettatori (la qualità media delle produzioni Netflix è lì a dimostrarlo).

Non sarò però certo così stupido da nascondere che in questi anni ci sono stati tanti (ripeto: Tanti!) prodotti televisivi che mi hanno emozionato e allietato le serate e le vacanze.

Dopo un’estenuante selezione, ecco quindi le 21 serie TV da vedere o rivedere secondo la mia modesta opinione.

Premetto che in questa lista ci sono solo le serie che hanno avuto inizio dal 2010 in poi ed ecco spiegata l’assenza di gioiellini come “Breaking Bad”, “Mad Men” o “Sons of Anarchy”.

Buona lettura e, si spera, Buona Visione!

21. The Booth at the End

The Booth at the End-la serie
The Booth at the End. PhotoCredit: Web

Riscoperta da tanti spettatori (me compreso) grazie all’interessante adattamento cinematografico diretto da Paolo Genovese (“The Place”), “The Booth at the End” è un prodotto curioso.

L’impostazione della serie è molto essenziale poiché non abbiamo una trama orizzontale ma bensì una raccolta di vicende umane (più o meno legate fra loro) accomunate dalla presenza di un misterioso individuo.

Chi sia davvero questo essere senza nome non ci è dato sapere (un criminale, un benefattore o forse il Diavolo?) ma sta di fatto che è capace di far avverare i desideri delle persone in cambio però di azioni meschine.

The Booth at the End” sfrutta questa cornice proprio per parlare di questo: ciò che siamo disposti a fare per raggiungere ciò che desideriamo di più. La serie non offre una risposta concreta ma solo possibilità. A noi decidere quale scegliere.

The Booth at the End la serie
The Booth at the End. PhotoCredit: Web

20. American Crime

American Crime
American Crime. PhotoCredit: Web

L’Odio è un sentimento davvero complesso. È uno degli stati d’animo a cui cediamo con più facilità ma senza mai comprenderne il significato.

Odiare una persona è fin troppo facile ed è per questo che spesso ne ignoriamo la pericolosità.

American Crime” parte da questo semplice presupposto per poi approfondire la natura più bieca della società statunitense (e non solo quella, del resto).

Delitti razziali, cyber-bullismo e immigrazione clandestina diventano quindi il veicolo ideale per raccontare della rabbia e dello smarrimento che albergano nella nostra anima e che non aspettano altro che una scintilla per esplodere.

Ideato e prodotto con convinzione da John Ridley (Premio Oscar per “12 anni schiavo”), “American Crime” è un raro esempio di serie socialmente impegnata e modello per una televisione di grande qualità.

American Crime la serie
American Crime. PhotoCredit: Web

19. Girls

Girls
Girls. PhotoCredit: Web

Girls” è probabilmente uno dei pochi prodotti odierni ad essere stato capace (o di averci quantomeno provato) di raccontare la generazione nata negli anni ’90 e cresciuta e diventata adulta nel nuovo millennio.

Un microcosmo mostrato attraverso l’occhio egocentrico e spesso sarcastico di Hannah, alter ego di Lena Dunham e una sorta di erede spirituale di Woody Allen (ossessioni nevrotiche e sessuali comprese).

È proprio tale personaggio a riassumere perfettamente quello che rende “Girls” uno show molto sottovalutato: una storia popolata da giovani ossessivi e spesso neanche simpatici ma che necessitano di un’ illuminazione che da soli non sembrano trovare.

Girls la serie
Girls. PhotoCredit: Web

18. The Night of

The Night of
The Night of. PhotoCredit: Web

L’HBO è sempre stata una garanzia in fatto di serie tv. Le loro miniserie vanno persino oltre!

The Night of” ci ricorda il perché.

Un thriller poliziesco ambientato in una New York cupa e grigia dove non conta tanto scoprire la verità dell’orribile crimine al centro della storia ma seguire le vicende dei personaggi coinvolti.

Lo studente Nasir (Riz Ahmed), vittima di un omicidio che non ha commesso, e l’avvocato John Stone (un grandioso John Turturro) sono i protagonisti ideali di un’inchiesta che nasconde segreti e tanta crudeltà.

The Night of” è una storia cruda e pessimista che ricorda tanto certi film degli anni ‘70 ma senza tradirne la natura televisiva e spezzandoci il cuore ripetutamente.

The Night of la serie
The Night of. PhotoCredit: Web

17. Dark

Dark
Dark. PhotoCredit: Web

Uno delle migliori (forse l’unica) tra le produzioni europee di Netflix, “Dark” ha il merito di essere una serie Tv che non cerca di seguire la moda del momento ma anzi tenta una strada estremamente impegnativa.

Una saga fantascientifica che coinvolge quattro famiglie e i loro segreti, promuovendo il paradosso dell’autoconsistenza come teoria prediletta per giustificare e comprendere i viaggi nel tempo.

Ciò rende “Dark” una serie complessa nei contenuti e faticosa da seguire per gli spettatori più pigri ma è proprio nella sua struttura narrativa tremendamente lineare eppure contorta che trova la sua forza.

Dark” si concluderà l’anno prossimo e se gli autori rispetteranno lo standard qualitativo e sbroglieranno dignitosamente la matassa…allora avremo a che fare con uno dei più grandi show televisivi di tutti i tempi.

Dark la serie
Dark. PhotoCredit: Web

16. Good Omens

Good Omens
Good Omens. PhotoCredit: Web

Neil Gaiman e Terry Pratchett sono due geni. È inutile negarlo.

Non è un caso quindi che questi adorabili pazzoidi abbiano unito le loro fervide immaginazioni per firmare un libro come “Buon Apocalisse a tutti”.

Sceneggiata dallo stesso Gaiman e prodotto da Amazon, “Good Omens” trionfa in tutti i suoi aspetti tra cui la fedeltà al testo, concedendosi qualche piccola modifica per renderlo appetibile allo spettatore (da non confondere mai con il lettore).

Ciliegina sulla torta sono Michael Sheen e David Tennant. Non potevano esserci interpreti migliori per i protagonisti Azraphel e Crowley, due “reietti” che dovrebbero essere nemici per natura ma che condividono un’intesa speciale.

Ammetto che le mie aspettative su questa miniserie (conoscendo la materia e le difficoltà legittime nell’adattare storie di questo genere) non erano altissime ma mi sono ricreduto molto volentieri e “Good Omens” è stato uno degli appuntamenti più piacevoli di questo 2019.

Good Omens la serie
Good Omens. PhotoCredit: Web

15. Big Little Lies

Big Little Lies
Big Little Lies. PhotoCredit: Web

Ci sono tante serie tv che si possono definire “femministe” ma “Big Little Lies” è una delle poche serie che parla davvero di donne. Sono loro l’anima di questo ritratto a tratti impietoso ma verosimile della vita di una provincia americana come tante.

Diretto con mano sicura da Jean-Marc Valléè e basato sull’omonimo romanzo di Liane Moriarty, “Big Little Lies” è la storia di un trio di amiche alle prese con le piccole e grosse difficoltà e paure della vita.

Personaggi che ci sembrano molto reali: a volte le deridiamo e detestiamo ma spesso le commiseriamo pure. Perché il dramma che perseguita ciascuna di loro è diverso e sembra unirle in modo indelebile.

È questo rapporto fatto di empatia e confidenza a rendere “Big Little Lies” un dramma delicato ma mai mieloso.

Big Little Lies la serie
Big Little Lies. PhotoCredit: Web

Per scoprire le ultime posizioni, vi aspettiamo domani. Stesso luogo, stessa ora!

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