Cultura

Shakespeare in love: la rassegna stampa

Si é svolta ieri al il Teatro Brancaccino di Roma la rassegna stampa sullo spettacolo teatrale “Shakespeare in Love”. La voce a sei ospiti d’eccezione.

Teatro racconta teatro, da esso si origina, da esso si innalza.
Camuffa, deraglia e ancora, rende scorrevoli i piani dell’esistenza.
Un equivoco forse, un gioco irriverente quello messo in atto da Giampiero Solari alla regia di “Shakespeare in Love” presentato ieri mattina al Teatro Brancaccino di Roma.
Commedia raffinata, trionfo del rocambolesco.
Se il teatro é organismo che pulsa, i sei ospiti ne sono le giunture; voci divergenti dirette all’unisono, emisferi d’un corale tumulto.
In principio, il testo.


Raffinatezza senza sottolineature, citazione continua mai eccedente.
La fine dov’è – ci chiediamo- e l’inizio?
Dissetano la nostra curiosità gli spunti di Solari e Fornasari, registi complementari, collaboranti.
La storia non é che ammutinamento, violento e incessante intersecarsi di piani.
Il sopra é sotto.
Il dentro é fuori.
Creatura e creatore ribaltano i piani.
Diciannove attori si muovono sulla scena, sfidano l’immobilitá del ruolo assumendo magistralmente le altrui sembianze.
Non Romeo ma Will. Ama Viola, o meglio Kent.
Abbandonata ogni fissità  la commedia si formula, si concede al dinamismo di video e piattaforme girevoli, architetta espedienti.
Chi reca in sé lo stupore di tale nascita é il traduttore Edoardo Erba, ancora commosso dinanzi ad un teatro che é mistero, mosaico d’artifici, di magia, di scambi e di duelli.
Restituita é dunque l’atmosfera, gli interpreti stessi ne sono testimoni.
Entrambi presenti in sala, Lucia Lavia e Marco De Gaudio ci svelano i filamenti sottili del tumultuoso amore.
Legame, poesia, teatro soprattutto; un teatro in nome del quale ogni cosa diviene possibile.

Coraggiosamente prodotto da Alessandro Longobardi, per Officine del Teatro Italiano, un progetto ora pronto per i nostri occhi.

A partire dal 25 Ottobre al Teatro Brancaccio esso ci attende con la speranza che ci renda – afferma Marco de Gaudio- un po più felici di quando siamo entrati”.

Giorgia Leuratti

 

 

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