Vendita di bambole sessuali all’aspetto infantile e di armi di categoria A: questi i motivi che hanno portato lo scontro tra Shein e Francia. Lo stato francese, infatti, ha chiesto una sospensione del sito colosso cinese del fast fashion nel suo Paese. A regolare questa diatriba doveva essere un’udienza questo mercoledì, davanti al tribunale giudiziario di Parigi. Ma che si svolgerà venerdì 5 dicembre, come richiesto dell’avvocato dello Stato. Quest’ultimo ha sostenuto che Shein aveva ostacolato lo svolgimento dell’udienza lamentando di aver ricevuto tardivamente, martedì sera, gli argomenti della difesa di Shein.

Shein vs Francia: l’udienza si terrà il 5 dicembre

Gli avvocati di Shein sembrano non essere preoccupati. “Il governo non è a proprio agio su questo dossier. È una completa inversione di marcia. Noi eravamo pronti a discutere oggi”, hanno detto. Nel frattempo il pubblico ministero ha affermato che non si assocerà alla richiesta di blocco del sito Shein avanzata dal governo. Invece i ministri dell’Economia, Roland Lescure, delle Pmi Serge Papin e dell’Ia e del Digitale Anne Le Hénanff si dicono soddisfatti per la decisione della Commissione europea di avviare una procedura contro la piattaforma, che potrebbe portare potenzialmente all’apertura di un’indagine.

Bercy, ministro dell’Economia francese, afferma invece che “L’avvio di questa procedura deriva dalle segnalazioni trasmesse dalle autorità francesi alla Commissione per garantire un’applicazione rigorosa del Dsa nei confronti delle grandi piattaforme”. Infatti la richiesta della Commissione all’azienda è di fornire “informazioni dettagliate e documenti interni su come garantisce che i minori non siano esposti a contenuti non adatti alla loro età, in particolare attraverso misure di verifica dell’età, nonché su come impedisce la circolazione di prodotti illegali sulla sua piattaforma”. Intanto anche l’esecutivo Ue sta indagando sull’efficacia di tali misure di mitigazione.

Marianna Soru