Vasta operazione antimafia della DIA in Sicilia che ha fermato un traffico di droga con base ad Agrigento. In manette anche Andrea Puntorno, un capo ultrà della Juventus già pregiudicato
Sicilia- l’operazione della DIA ad Agrigento e in tutta l’isola
32 gli arresti eseguiti ad Agrigento, Trapani, Palermo, Catania, Ragusa, Vibo Valentia e Parma dalla Direzione Investigativa Antimafia. I fermi sono scattati a seguito di un’indagine della DDA di Palermo che ha ipotizzato i reati di associazione mafiosa, associazione per delinquere dedita al traffico e allo spaccio di droga, detenzione abusiva di armi, sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato e danneggiamento, facendo emettere i mandati d’arresto. In particolare l’operazione denominata Kerkent ha sgominato una vasta organizzazione che aveva base operativa ad Agrigento e ramificazioni in Calabria. Si tratta di un vero e proprio gruppo armato che gestiva tutte le fasi di un grande traffico di stupefacenti. A questi 32 arrestati si aggiungono due persone fermate per concorso in sequestro di persona e violenza sessuale aggravati dal metodo mafioso, dai carabinieri del comando provinciale di Agrigento che hanno partecipato all’operazione Kerkent.

Arrestato capo ultrà juventino
Tra i 32 arrestati c’è Andrea Puntorno, un capo ultrà juventino, leader del gruppo di tifosi Quei bravi ragazzi che era tornato da un anno ad Agrigento dopo aver vissuto a Torino . L’uomo era già sta condannato per droga e bagarinaggio, come da lui ammesso in una puntata di Report, nel 2014 ed era sorvegliato speciale perchè considerato pericoloso. Puntorno è accusato di essere un broker del boss di Agrigento Antonio Massimino, considerato il reggente della mafia agrigentina tuttora in carcere e accusato di violenza sessuale e sequestro di persona, che aveva messo in contatto con le ndrine calabresi da cui era acquistata la droga e per questo gli è stato contestato il reato di concorso esterno in associazione mafiosa.





