Cinema

“Single ma non troppo”, le sfumature alchemiche di Dakota Johnson stasera in tv

Adv
Adv

Peggio di essere single è perdere una notte a New York. Una buona amica ti insegna a farti pagare i drink dagli uomini, e quando si alza il bicchiere, a brindare con ‘No ai drammi‘. Là fuori c’è New York, una città che tra i suoi fumi e notti infinite, è popolata da cuori solitari. Che sia la storia di una sera, o un sentimento profondo, tutti sembrano alla ricerca dell’anima gemella. Ma ognuno, a modo proprio, imparerà anche ad essere single. In un mondo in cui l’amore muta, vaga, e si trasforma. Stasera in tv “Single ma non troppo”: “Se Tom ti scrive, aspetta 4 ore prima di rispondere“. Ma solo a New York succede.

Un film figlio del tempo. Vietato soffrire d’imbarazzo nel guardarlo. Con Dakota Johnson, l’attrice che faceva Anastasia in “50 Sfumature di Grigio“, figlia degli attori Don Johnson e Melanie Griffith. Lei è Alice, una ragazza che da sola non riusciva neanche a chiudere e slacciare la zip del vestito (per questo costruirà un apposito aggeggio da muro). Lascia il fidanzato storico Josh (Nicholas Braun), e per la prima volta vive da single a New York. Lavora come assistente legale, e abita con la sorella Meg (Leslie Mann), di professione ginecologa, che, indipendente in tutto, vuole un bambino con l’inseminazione artificiale. La collega Robin (Rebel Wilson), tutte curve ed esuberante, senza limiti, con una bottiglia nascosta anche sotto i vestiti, si sveglia ogni mattina in casa di un uomo diverso. Sarà lei a trascinare l’amica in giro per locali. Farà da Cicerone a New York, oratrice e filosofa col bicchiere in mano.

Single, l’amaro calice

Alice capirà ben presto che da queste serate, se ne esce con un gran mal di testa. E magari, con un numero di telefono di qualcuno. Tom (Anders Holm), un barista playboy incallito, scapolo che ha avuto solo relazioni casuali, diventa mentore e confidente. E Lucy (Alison Brie), che non fa altro che cercare uomini su siti d’incontri in internet, è l’ultima ostinata romantica in cerca di un principe. Là dove nessuno sembra volere una relazione seria. “Single ma non troppo”, stasera in tv, è un film del 2016 diretto da Christian Ditter. Ispirato al romanzo di Liz Tuccillo (da cui prende lo stesso nome), la sceneggiatrice di “Sex and the City” e “La verità è che non gli piaci abbastanza”.

Da un decalogo preciso di regole, come nel manuale di giovani ‘marmotte’ in tutt’altro che letargo, impareremo che dopo undici bottiglie di birra due amici devono necessariamente fare sesso; e apprenderemo che le ‘tacche’ sono i maschietti ‘consumati’, mentre i ‘bocconcini’ quelli giovani. La missione di cinque ragazze, sarà trovare se stesse tra i grattacieli della Grande Mela: il paradiso terrestre dei nottambuli peccatori. Dove le storie d’amore passano alla velocità di un sorso dalla cannuccia, rigorosamente galleggiante nell’alcool. Inutile cercare l’accento su ‘passera’, i dialoghi del film hanno una propria metrica libertina. Non c’è un romantico Cyrano De Bergerac a dispensare versi, e il concetto di solitudine sarà rivisto e americanizzato. Avere un amico barista, sembra la chiave per cancellare un dolore all’altezza del cuore. Sembrerebbe un film all’eccesso del frivolo e della sregolatezza, ma è anche, purtroppo, realistico: i sentimenti sono sempre più consumazioni da fast food. Bisogna assaporare il momento in cui si è single, dicono le ‘fate bacchettone’ del film. Si dice tutto e il contrario di tutto stasera in tv in “Single ma non troppo“. Ma più che come far scoccare la scintilla, l’unico insegnamento sembra restare quello di ‘scroccare’ da bere.

Federica De Candia. Seguici su MMI e Metropolitan Cinema!

Adv
Adv

Related Articles

Back to top button