Sissi, nell’immaginario comune diventa nota grazie ai film in cui è interpretata da Romy Schneider. Ricordando le nozze con l’Imperatore Francesco Giuseppe e gli eventi storici della giornata.

Sissi, la duchessa che non voleva regnare

Nata la vigilia di Natale del 1837 a Monaco di Baviera, nonostante un padre assente con uno stuolo di amanti e figli illegittimi, trascorre un’infanzia serena tra il palazzo di famiglia a Monaco e la residenza estiva. La zia Sofia, madre di Francesco Giuseppe imperatore d’Austria, è alla ricerca della candidata ideale da far sposare al figlio. Nell’estate 1853 Sissi dà il suo consenso allo sposalizio. Tuttavia, poiché i due giovani sono cugini mettono in atto le trattative per ottenere la dispensa papale, necessaria all’unione. Elisabetta è educata ed istruita al francese, l’italiano, alla storia d’Austria. Nell’aprile 1854 è accolta a Vienna dove celebrano uno sfarzoso matrimonio.

Sissi, matrimonio e vita a corte

Il 24 aprile 1854 si celebra il matrimonio tra l’imperatore austriaco Francesco Giuseppe e la duchessa Elisabetta di Baviera. Il loro amore diventerà leggenda grazie alla saga cinematografica della Principessa Sissi, soprannome inventato per la duchessa di Baviera. La vita a corte si rivela impegnativa per Elisabetta, abituata alla campagna: rigidi cerimoniali e lontananza dagli affetti, le causano stati d’ansia. Il rapporto con la madre dell’imperatore si deteriora grazie al rigore che ella pretende. E’ poi criticata dagli austriaci per la sua scarsa istruzione ed educazione. Nonostante tutto, partorisce una figlia nel 1855: Sofia.

Sissi, la principessa Elisabetta d'Austria - Photo Credits: pangea.news
Sissi, la principessa Elisabetta d’Austria – Photo Credits: pangea.news

Grazie ai viaggi in Italia intrapresi con il marito si rende conto come il popolo austriaco non sia ben visto. In seguito, dà alla luce Gisella, ma perderà Sofia, sua prima figlia. L’evento la sconvolgerà tanto da attribuirsene la colpa e la porterà a donare la seconda figlia alle cure della suocera. Dà poi alla luce Rodolfo, nel mentre Francesco Giuseppe riprende la guida dell’esercito in Italia: Sissi reagisce disertando tutti gli impegni di corte, sottoponendosi a drastiche cure dimagranti per preservare la sua bellezza, per la quale aveva un’ossessione. Spasima per la lontananza del marito, poiché teme di perdere l’unico legame che ha con la corte che detesta e che la detesta.

Ultimi anni

Nel 1868 dà alla luce l’ultima figlia, Maria Valeria. Dopo vari dispiaceri e peripezie è il suicidio del figlio Rodolfo nel 1889 che porta Elisabetta a ricadere in nuove crisi. Esorcizza il dolore viaggiando ma portando il lutto per sempre e costantemente vittima di crisi nervose. Muore il 10 settembre del 1898: mentre sta per imbarcarsi, a Ginevra, Luigi Lucheni – anarchico italiano che accusava l’impero austriaco di ricchezza – la pugnala al petto con un colpo diretto. Proprio lei che aveva lottato per il popolo.

Eventi storici della giornata

La prima volta che il 24 aprile riecheggia nelle memoria storica umana, è nel 1184 a.C quando, secondo la leggenda, gli antichi greci espugnarono la città di Troia: galeotto fu il famoso cavallo di legno costruito da un’idea di Ulisse, re d’Itaca. Il 24 aprile 1704, invece, fu pubblicato nelle allora tredici colonie degli Stati Uniti, il primo giornale americano che si chiamava Boston, Massachusetts – News-Letter. Venticinque dopo, il 24 aprile 1731, moriva Daniel Defoe, conosciuto da tutti come l’autore del romanzo di avventura Robinson Crousoe. Il 24 aprile 1792 venne composto da Rouget de Lisle un canto rivoluzionario che originariamente si chiamava Chante de guerre pour l’Armée du Rhin: prese poi il nome di Marsigliese, diventando già nel 1795 l’inno nazionale francese. Mentre il 24 aprile 1945, in diverse città del nord Italia si giunge alla fine della guerra partigiana contro il regime nazifascista. Il giorno dopo, Il Comitato di Liberazione Nazionale conquista dopo due anni di sanguinosa battaglia con l’aiuto degli americani, il nostro paese. L’Italia è libera, vince la Resistenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo precedenteQuarantena violenta: aumentano gli abusi e la violenza sulle donne
Articolo successivoAlta Velocità, ora ferma anche a Frosinone e Cassino
Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino