Metropolitan Magazine ha incontrato gli Skelters, che lo scorso marzo hanno pubblicato Rivoluzione 9, anticipato dal singolo Londra. Conosciamo da vicino la band che nasce nel 200, ha suonato in oltre 150 date è partita in due tour in Europa.
MMI : Ciao a tutti ragazzi, siete reduci da un tour radiofonico (Uniweb Tour) presso le maggiori emittenti universitarie, raccontateci com’è andata…
S: È stato bellissimo. Andare in giro con la band e suonare nelle università. Nelle radio. Col furgone. Strumenti. Serate nei locali. Gente splendida. Realtà locali e ragazzi professionali e preparati. Organizzato da Red&Blue nei minimi dettagli. Come vuoi che vada? È rock and roll!!
Per gentille concessione della red&blue ©
MMI: Siete una band italiana partita dal Regno Unito, dieci anni fa. Avete suonato al vostro debutto al Dublin Castle di Londra. Un esordio davanti a un pubblico molto esigente rispetto a quello di casa nostra..
S: Crediamo che Londra sia troppo cool e avanti per avere un pubblico esigente. Ha solo bella gente che vuole ascoltare musica. La patria della musica pop rock. È un sogno che si avvera. In Italia hai gli italiani davanti. Altra storia. Altro background ma orecchie allenate dall’internazionalizzazione della musica. Nei club live di tutta Italia oggi si respira aria di cool britannia. C’è voglia di novità. Di ascoltare novità. Con gli Skelters arriva “roba di prima qualità” cresciuta al sole della Calabria.
MMI: Beatles a parte, che sono presenti del titolo dell’album (brano del White Album, ndr), quali sono stati i vostri riferimenti musicali durante la realizzazione dell’album?
S: uhmmmm… durante la realizzazione dell’album ci siamo ispirati a ciò che ci piaceva. In genere riferimenti possibili sono: Battiato, il britpop in genere, il pop italiano con un tocco di synth che amiamo inserire come un pomodorino fresco negli spaghetti piccanti.
Per gentille concessione della red&blue ©
MMI: Il vostro album precedente, Lux Mundi era interamente cantato in inglese, lingua che avete utilizzato anche per alcuni brani del vostro primo EP del 2012. È stato più semplice a livello creativo l’approccio rispetto alla nostra lingua?
S: Crediamo di sì. L’inglese è più immediato, puoi dire tantissime cose con poche parole. Viene quasi spontaneo, è una lingua musicale. L’italiano è molto più articolato e da studiare in una canzone, ma se saputo usare da più soddisfazioni nei concetti.
MMI: Da chi vorreste ricevere una chiamata per una futura collaborazione?
S: Dagli Oasis, Battiato, Jovanotti, i Ricchi e Poveri, e soprattutto da Gigi D’Alessio per avere il gusto di rifiutarla.
MMI: Le nostre interviste si concludono sempre con questa domanda: c’è un album che vorreste consigliare a noi ed i nostri lettori?
S: Yours to keep di Albert Hammond Jr.
Gli Skelters sono:
Giuseppe Russo (voce, chitarra, synth)
Domenico Martinis (voce, chitarra solista)
Louis Longo (basso)
Emanuele Russo (batteria)
Nicky Abrami





