Da tempo si sente parlare di “slut shaming” e oggi con Brave andiamo a scoprire di che cosa si tratta e perché è giunta l’ora di dire basta.

Lo slut sharming, conosciuto in italiano come lo stigma della puttana, è un modo di esprimersi contro le donne ritenute colpevoli di comportamenti inopportuni e disdicevoli secondo la tradizione o la morale comune della società.

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“Sembri una zoc***a”, “Ma come vai vestita in giro?” Sono tipiche espressioni dello slut shaming. Parole che, se prese alla leggera sembrano commenti poco educati. In realtà dietro di esse si nascondono gravi insulti sessisti, frutto di una società che inneggia da sempre al maschilismo e al patriarcato. Una società che d’abitudine condanna e nasconde i desideri femminili, la libertà di espressione delle donne.

Siamo cresciuti con l’idea che agli uomini tutto potesse essere concesso. L’idea di virilità si è spesso sposata con la figura del playboy. Infatti, secondo la concezione comune, un uomo che ha avuto esperienze con tante donne è un “maschio” vero, è lodato e acclamato dalla società. 

La medesima sorte non è mai stata riservata alle donne. Una ragazza con lo stesso numero di esperienze è vista come una dai facili costumi, “una poco di buono”, “la t***a di turno”. Se in un locale bevi un bicchiere di troppo significa che sei disposta ad andartene via col primo che passa. Se indossi una gonna corta è perché vuoi essere guardata, perché sei sicuramente in cerca di compagnia.

E questo perché accade? Perché una donna non può avere il lusso di agire senza dover avere paura dei giudizi, di parlare liberamente della propria vita sessuale senza vergogna, perché non può assolutamente compiacersene. 

Perché indossare un abito più scollato o una gonna corta è una colpa. Indossare qualcosa che ci faccia sentire bene (a prescindere dai centimetri di stoffa) è visto come un gesto provocatorio nei confronti degli uomini. Perché vestirsi in modo “sexy” è visto come un consenso. 

Nel 2022 questo modo ancestrale di ragionare e di rapportarsi nella società non sono più accettabili, né scusabili. Noi di Brave crediamo che ogni donna sia libera di vivere la propria vita e la propria sessualità nel modo che più ci rende felici. Tutte abbiamo il diritto di indossare quello che più ci piace senza dover essere vittima di sguardi, commenti o – peggio ancora – di gesti non richiesti e fuori luogo. Perché essere libere è un gesto rivoluzionario. Viva le gonne corte e abbasso il patriarcato!

Francesca Mazzini

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